Caso Besostri, Guardamagna fa chiarezza: “Il Comune non pagherà i debiti di nessuno”

MEDE - Il Comune non paga i debiti di nessuno. Sul caso Besostri interviene il sindaco Giorgio Guardamagna (nella foto) che, se da un lato rassicura che l’ente pubblico non metterà mano al portafogli, dall’altro va all’attacco della capogruppo della minoranza: proprio su queste pagine Antonella Bertarello aveva puntato l’indice contro la gestione del teatro spiegando come la liquidazione del Besostri avrebbe portato il municipio ad assumersi l’onere dei debiti della Fondazione. “Chiarisco: - scrive Guardamagna in una nota su Facebook - i verbali del Consiglio di amministrazione della Fondazione non sono stati ancora materialmente redatti, e questa è una prassi normale perché ciò che si decide negli organismi di ogni genere viene scritto dal verbalizzante, successivamente, nelle forme amministrative di rito”. La riunione in questione si è svolta lo scorso 27 giugno e tra i punti all’ordine del giorno recava anche “Messa in liquidazione del Teatro Besostri”. E poi il primo cittadino sguaina la spada e va all’attacco della Bertarello. “Il Comune non pagherà i debiti di nessuno. - chiarisce Guardamagna - La proposta della procedura, a conoscenza dei Consiglieri comunali, di recupero e cessione del credito Iva del Teatro a favore del Comune significa ben altra cosa: la Fondazione, nel caso di liquidazione, recupera il proprio credito, lo cede all’Ente comunale che, con quei soldi, provvede a saldare le partite negative previa procedura di negoziazione con i creditori. Questi sono i passaggi ipotizzati. Ribadisco che sono gli atti a parlare e, finchè non sono ufficiali, sarebbe meglio attenderli e fare poi le considerazioni del caso”. E aggiunge lanciando il guanto di sfida: “Per quanto mi concerne non temo il confronto su questo tema: le amministrazioni di cui ho fatto parte, a differenza di altre precedenti, hanno ridato a Mede il proprio Teatro, lo hanno fatto funzionare per oltre dieci anni in cui tutti possono testimoniare dell’alto livello culturale offerto alla cittadinanza e rimane l’impegno di continuare in questa azione che ritengo importante, attraverso le forme che già sono state immaginate. - conclude - I teatri non fanno guadagnare, dovremmo saperlo tutti, e in questi ultimi anni hanno avuto difficoltà elevate, compreso il nostro. Resta da capire se vogliamo impegnarci per farlo rimanere lo stabilimento culturale di riferimento per Mede e la Lomellina, o farne solo argomento di polemica politica”.