Cashback, cioè “soldi restituiti”: la novità fatica a prendere il volo tra i negozi di Mortara

MORTARA - Il cashback è uno spot pubblicitario per il governo, che non servirà a contrastare l’evasione fiscale. La pensa così Elena Baiardi, titolare dell’omonima oreficeria. I pagamenti con carte di credito sono aumentati nel corso di tutto l’anno 2020, e un picco considerevole c’è stato proprio nel mese di dicembre. Ma secondo Baiardi, chi evade continuerà a farlo lo stesso, mentre il governo si prenderà sempre più dati personali per controllare dove i cittadini spendono i loro soldi. “Sento di alcuni clienti che si lamentano perché hanno problemi ad accedere all’app Io. Ma nonostante i problemi tecnici, adesso la gente paga molto di più con carte e Bancomat. – afferma la titolare dell’oreficeria – Sinceramente ritengo che il cashback sia un incentivo tutto a favore del governo: i grandi evasori continueranno a evadere ugualmente e il problema di certo non verrà risolto in questo modo. Il cashback serve più che altro per controllare di più dove effettuiamo i nostri pagamenti e le nostre spese. Per l’evasione non serve, perché noi facciamo già tutti gli scontrini e siamo ormai abituati a ricevere pagamenti con la carta di credito piuttosto che in contanti”. Tuttavia, l’incentivo agli acquisti nei negozi del territorio, che era uno degli obiettivi del cashback natalizio, stride con le nuove restrizioni imposte dal Decreto Natale. “Noi orefici – ricorda Elena Baiardi (al centro nella foto) – dovremo tenere chiuso nei giorni di zona rossa, mentre nei giorni di zona arancione potremo tenere aperto. Non c’è nessuna logica”.

Massimiliano Farrell