Calcio: tutti rimandati a settembre? L’ipotesi c’è, ma non piace a tutti

Ci ha salutato definitivamente un 2020 che difficilmente potrà finire nel dimenticatoio. Lo sanno benissimo anche i dirigenti e i giocatori delle formazioni dilettantistiche, che hanno dovuto appendere gli scarpini al chiodo da oltre quattro mesi a questa parte. Il Covid ha messo duramente alla prova il calcio dilettantistico, ma la battaglia è ancora lontana dall’essere vinta. Perché allo statuto attuale delle cose, il poter pensare ad un eventuale ripresa per provare a portare a termine i vari campionati rimasti in sospeso, sembra destinata a rimanere una pura utopia.

La situazione in termini di contagi infatti resta critica. Ragion per cui i dirigenti delle compagini lomelline si chiedono a gran voce se si potrà effettivamente cercare di salvare il salvabile. O se invece il rientro in campo slitterà definitivamente al prossimo settembre. Quel che è certo, anche in questo nuovo anno, è che il futuro del calcio dilettantistico è tutt’altro che roseo.

“Tutto dipenderà da cosa deciderà di fare Conte – spiega il ds del Mortara Maurizio Rovida (nella foto) – con l’uscita del nuovo Dpcm spero che ci vengano chiarite maggiormente le idee. La speranza è di potersi tornare ad allenare in gruppo a partire dalle prossime settimane. In modo tale da farci trovare mentalmente e tecnicamente pronti qualora si dovesse decidere di far ripartire il campionato a febbraio. Ipotesi molto difficile ma comunque non impossibile. È stato un anno davvero particolare, durante il quale siamo stati messi davvero alla prova. Ci siamo impegnati fino in fondo nel rispettare i vari dpcm e a seguire al meglio delle nostre possibilità i punti dei protocolli sanitari. Poche giornate dopo l’inizio della stagione però ci hanno imposto di fermarci. Decisione abbondantemente prevedibile, visto che la curva dei contagiati non accennava a scendere. I ragazzi comunque non si sono fatti abbattere. Si sono tenuti costantemente in contatto tra di loro e con mister Buttè, il mio augurio è di poterli rivedere al più presto qui. In quel Comunale in cui hanno sempre dato il massimo per onorare la maglia del Mortara”.

“Difficile pensare ad un’eventuale ripartenza – è il pensiero del vicepresidente del Castelnovetto Riccardo Scalfidi – perché la situazione in termini di contagi è ancora drastica. E non possiamo permetterci di mettere a rischio la salute dei giocatori e dei vari addetti ai lavori. L’unico modo sarebbe quello di tamponare e tenere costantemente in monitoraggio, ogni singolo tesserato. Sappiamo benissimo però che ciò non sarà possibile. Già è molto complicato per le società professionistiche, figuriamoci per noi. In attesa di poter rivedere tutti i componenti della rosa, faccio loro i complimenti per l’impegno dimostrato durante lo svolgimento del nostro contest. Una bella iniziativa che sicuramente proporremo nuovamente durante altri periodi di pausa quali la sosta estiva o quella invernale”.

“Eravamo partiti con l’intento di divertirci – afferma il direttore generale del San Giorgio Alessandro Fornasiero – e passo dopo passo, grazie al prezioso contributo di tutto lo staff tecnico, abbiamo allestito un gruppo unito e codesto. Inoltre sono stati effettuati dei lavori per migliorare le condizioni del nostro campo. Nuove docce, spogliatoi rinnovati ma soprattutto l’aggiunta di tre ingressi per accedere al terreno di gioco, riservati rispettivamente uno ai nostri giocatori, uno alle formazioni ospiti e l’altro alla Terna arbitrale. Ci siamo sempre impegnati nel rispettare tutte le varie normative. Quando ci hanno comunicato lo stop definitivo agli allenamenti di gruppo, i ragazzi si sono tenuti in contatto con il mister tramite videochiamate o riunioni a distanza. Sono comunque rimasti uniti anche se, vorrebbero tanto tornare a calpestare il manto verde. Questo fine settimana dovremmo sapere qualcosa in più”.

“Adesso chi di dovere dovrà prendere delle decisioni importanti per il proseguo dello sport – si auspica il vicepresidente del Città di Vigevano Andrea Sala – in particolare per l’attività dilettantistica. In primis occorrerà tener conto delle problematiche a cui molte società andrebbero incontro, nel caso in cui si dovesse ripartire. A seguito di questi mesi di stop, alcune compagini hanno preferito ritirarsi dai campionati. In secondo luogo bisognerà creare una ripartenza fatta con buonsenso. Con una formula corretta, per cercare di giocare dei campionati che non siano falsati, dato il poco tempo a disposizione. Sospendere tutto e ricominciare a settembre, penso non sia una scelta corretta e sarebbe un altro duro colpo al sistema. Nel nostro caso ci siamo impegnati nel portare avanti la stagione, effettuando corsi di aggiornamento. Sia con l’Accademy Empoli, sia con la Federazione, sfruttando questo tempo per fare formazione e ampliare i patentini. Spero che settimana prossima venga tenuto conto che l’indice di contagio, soprattutto per le attività riguardanti i più piccoli è davvero molto basso. Merito dell’ottimo lavoro svolto dalle società, che si sono fin da subito adoperate per fornire agli atleti spazi, strutture, igienizzanti e tutto l’occorrente per potersi allenare senza correre pericoli”.

Edoardo Varese