Calcio, stagione da annullare. L’idea (adesso) piace a tutti

Il nuovo Dpcm non ha fatto altro che confermare almeno un altro mese lo stop a tutti gli sport di contatto. Una decisione che inevitabilmente riguarda da vicino anche il calcio dilettantistico e giovanile. Con l’impossibilità di far ripartire gli allenamenti, l’ipotesi di poter concludere i vari campionati rimasti in sospeso, si fa sempre più remota e difficile da mettere in atto. I vertici della Lnd infatti si stanno vedendo costretti, loro malgrado, a prendere in considerazione un ulteriore scenario. Annullare totalmente la stagione 2020-2021 dall’Eccellenza in giù. E darsi nuovamente appuntamento a settembre. Con una nuova annata calcistica che non debba più essere soggetta ad alcune restrizioni e interruzioni. Di certo, come per molti altri settori, non c’è ancora nulla, nella speranza che la somministrazione delle dosi vaccinali contro il Covid possa proseguire senza intoppi. “Non penso proprio che il nuovo presidente Tavecchio abbia intenzione di ripartire – spiega il numero uno del Lomellina Calcio Marco Cominato (nella foto) – anche perché non ci sono i requisiti necessari per pensare di riprendere con le consuete attività agonistiche. Con i campi chiusi e soprattutto con le misure di restrizione imposte dal governo, per i ragazzi sarebbe già un’impresa riuscire a mettere il naso fuori di casa per fare due passi. La soluzione migliore è quella di monitorare la situazione in questi mesi. Vedere se i contagi diminuiranno e se per la fine dell’estate, si tornerà ad una condizione di tranquillità. Mi auspico che la Federazione ci venga in aiuto quando arriverà il momento di affrontare il discorso delle iscrizioni ai prossimi campionati. Ci aspettiamo che comprendano le difficoltà economiche che abbiamo attraversato in questi mesi. All’interno del nostro organico sono stati portati a termine qualcosa come 120 tesseramenti. Peccato solo che la prima squadra abbia disputato 3 incontri prima di fermarsi completamente. Mentre i ragazzi delle giovanili di fatto, non hanno mai iniziato. I decreti ristori hanno causato più problemi di quanti non ce ne fossero già in precedenza. Non si riusciva a capire quali fossero con esattezza, i requisiti necessari per poter accedere a quei sussidi. Inoltre, la manutenzione delle apparecchiature sportive, aggiunta al costante monitoraggio della salute dei giocatori, richiedono delle spese non indifferenti. Servono degli aiuti ma con i fatti. Le parole non bastano più”.

Edoardo Varese