Calcio: occasione riscatto per il Mortara, domenica in casa la “Cenerentola” del girone Gravellonese

GROPELLO – Non riesce proprio a trovare pace il Mortara, che in campionato ottiene la seconda sconfitta consecutiva. Dopo il k.o. casalingo contro la Pro Ferrera, arriva un’altra battuta d’arresto per i biancoazzurri. I ragazzi di mister Ramaioli si devono arrendere sotto i colpi del Gropello San Giorgio. Una partita a dire il vero poco emozionante, povera di occasioni, nella quale ha prevalso il tatticismo. Ha la meglio la compagine di casa, che riesce a concretizzare al meglio le poche occasioni create. Il Gropello San Giorgio trova infatti le due reti che decidono l’incontro sfruttando due disattenzioni difensive commesse dalla retroguardia biancoazzurra. Sblocca il risultato Pederzani sul finire della prima frazione di gioco. Al rientro dagli spogliatoi il Mortara prova a rientrare in partita. Ma quella dei biancoazzurri è più una reazione d’orgoglio, di fatto inefficace. I padroni di casa gestiscono il possesso palla, mentre il nervosismo inizia a farsi strada tra i ragazzi di Filippo Ramaioli (nella foto). Nel finale Treccani chiude definitivamente i conti. “Siamo in difficoltà – ammette mister Ramaioli – loro hanno vinto meritatamente, non hanno rubato nulla. Noi abbiamo sbagliato ancora una volta l’approccio alla partita. Il fatto che continuiamo ad avere degli infortunati sicuramente non aiuta, ma non cerco attenuanti. E’ un momento in cui stiamo faticando molto”. L’ammissione del tecnico biancoazzurro trova conferma nella classifica del Mortara. Sei punti, con una sola lunghezza di distacco dalla zona retrocessione. Domenica al Comunale di via Trento arriva la Gravellonese, fanalino di coda del girone. Quasi obbligatorio andare alla ricerca dei tre punti e provare a dare una svolta al campionato. Il Mortara invece vola in Coppa Lombardia. Nel turno infrasettimanale di settimana scorsa, i biancoazzurri hanno battuto di corto muso il Superga, vendicandosi del 5-3 subito in campionato. Un Mortara quindi a due facce.

Edoardo Varese