Calcio nel pallone: giocatori in sciopero, il Mortara incolpa l'impianto. La replica del gestore

MORTARA - Anno nuovo vita nuova? Neanche per sogno! Ed è lecito pensarlo, considerando quello che è accaduto domenica scorsa al Comunale. Doveva essere l’esordio stagionale per il Mortara Calcio, con i biancoazzurri che avrebbero dovuto affrontare il Vigevano 1921 per la coppa Lombardia. Anche se, a dirla tutta, era da alcuni giorni che l’aria era agitata. Era evidente che sarebbe accaduto qualcosa di anomalo. E così è stato. L’undici allenato da Enea Garbagnoli ha infatti deciso di non scendere in campo e come da regolamento, la partita di Coppa Lombardia è stata vinta 3-0 a tavolino dai ducali. Inoltre, per la società di via Trento, è praticamente certa una pesante sanzione. Il giudice sportivo si esprimerà come di consueto al giovedì, cioè domani. Lo sciopero dei giocatori non fa altro che dimostrare quanto siano forti i malumori che si respirano all’interno dello spogliatoio. O per meglio dire: di quanto la pazienza dei giocatori, che non hanno ancora incassato i rimborsi spesa della scorsa stagione, sia ormai giunta al termine. Insomma, con l’inizio del campionato ormai imminente, squadra e proprietà hanno poco tempo a disposizione per riuscire a trovare un accordo e tornare a procedere di pari passo. Ma dopo il summit tenutosi tra i vertici dirigenziali e gli scioperanti, avvenuto lunedì sera, le versioni dei protagonisti divergono diametralmente. “Non ci nascondiamo, è sotto la luce di tutti che ci sono dei problemi da affrontare – è la versione del direttore sportivo Maurizio Rovida – ma è altrettanto evidente che da parte nostra c’è tutta l’intenzione di voler trovare una soluzione. Ai giocatori abbiamo ribadito che ci impegneremo ad acconsentire alle loro legittime richieste. Sono ragazzi che hanno sempre dato tutto per questa maglia ed è giusto che il loro impegno venga riconosciuto. Tuttavia le questioni economiche sono solo una delle varie motivazioni che ci hanno indotto a decidere di non giocare. È inammissibile che una squadra di prima categoria sia costretta ad allenarsi in un complesso che necessita immediatamente di un pronto intervento. Gli impianti luminosi devono essere risistemati, soprattutto ora che le giornate iniziano ad accorciarsi. Non vedo come sarà possibile attuare anche le più basilari attività agonistiche con solo tre lampadine funzionanti tanto per dirne una. Inoltre ci risulta molto complicato il dover condividere il campo con altre società sportive. Il nostro vivaio conta più di 150 ragazzi e sarebbe meglio che possano allenarsi senza avere impedimenti di alcun tipo. Detto ciò continueremo a mantenere la linea del dialogo. Con l’auspicio che chi di dovere, impari dagli errori commessi in questi mesi e venga incontro alle nostre esigenze. Vogliamo essere messi nelle condizioni di pensare al calcio giocato. Nient’altro”. Tutta un’altra musica invece quella suonata dall’allenatore Enea Garbagnoli, che ieri, martedì, ha annunciato di voler presentare una vertenza in Lnd (Lega Nazionale Dilettanti) di Pavia per gli emolumenti arretrati. L’estate è quasi finita ma le temperature che si registreranno nel mondo biancoazzurro nei prossimi giorni saranno comunque molto calde. Perché il futuro della società fondata 100 anni fa è un’incognita. E lo sciopero della squadra pare tutt’altro che rientrato.

Edoardo Varese


Intanto a stretto giro arriva la replica del gestore del campo sportivo comunale, l'Asm, attraverso le parole del presidente Simone Ciaramella. Sulle polemiche relative al terreno di gioco, pubblicate nello scorso numero del nostro settimanale, le lamentele sono rispedite al mittente. “Abbiamo affidato la cura del manto erboso – dichiara il numero uno della società di via Vecellio – alla ditta specializzata Cazzavacca Parchi e Giardini, professionisti nel settore dei quali abbiamo piena fiducia e dei quali difendo l’operato. Hanno mani libere per quanto riguarda il taglio e la cura dell’erba e ampia discrezionalità su come lavorare sul campo. Aggiungo anche che Alessandro Cazzavacca è un calciatore di grande esperienza, chi meglio di lui può sapere come si tiene in ordine un campo da calcio?”. Capitolo condizioni degli spogliatoi e docce fredde. Anche qui Ciaramella non dribbla e incalza: “Quando ci hanno segnalato il problema abbiamo provveduto a fornire l’acqua calda. Nel giorno in cui è ricominciata la stagione sportiva, a inizio settembre, le docce erano a posto. E riguardo agli spogliatoi c’è un progetto già approvato che prevede inoltre anche i lavori di ristrutturazione necessari all’intero impianto sportivo comunale. Verranno eseguiti con i tempi necessari e riguarderanno anche l’impianto di illuminazione. Di certo anche lo stadio, così come tutte le strutture sportive mortaresi che Asm gestisce, è al centro della nostra attenzione”. Ma al Mortara Calcio il Comunale va stretto. O meglio, la convivenza con le altre realtà sportive che proprio da questa stagione utilizzano l’impianto, non sembra andare a genio alla società di via Trento. “Nessun problema - ribatte Simone Ciaramella - e se il Mortara Calcio, o qualsiasi altra società sportiva, desidera la gestione esclusiva dello stadio può presentare all’azienda un progetto di finanza, nei termini di legge. Non si chiude la porta a nessuno, anzi”.

Riccardo Carena