Calcio: Mortara, tanta voglia di ricominciare tra le giovanili di Buttè e Raimondo

MORTARA - Nonostante i mille punti interrogativi che devono ancora essere sciolti in merito all’inizio della prossima stagione, è proprio dai settori giovanili che i biancoazzurri intendono ripartire con un unico obiettivo. Investire sul proprio vivaio in modo da competere con le grandi del calcio lomellino. Anche se come primo tassello sarà necessario capire quando poter riprendere con le consuete attività agonistiche. “Sono felice che i miei ragazzi stiano tutti bene – afferma l’allenatore degli Juniores Andrea Buttè (nella foto) – questa situazione è stata un duro colpo per tutti. Non mi sembra ancora il momento adatto per pensare di allenarsi. In primis perché non sappiamo quando il nostro campionato riprenderà. È molto probabile che ad ottobre si potrà scendere in campo ma in assenza di comunicazioni ufficiali non me la sento di fare sbilanci di nessun tipo. In secundis con i nuovi protocolli che limitano e addirittura azzerano i contatti è impossibile entrare in scivolata o colpire la sfera di testa. Considerando che si può per lo meno tornare all’aria aperta mi è sufficiente sapere che impieghino attivamente il tempo libero, magari facendo una corsetta in campagna in modo da non perdere completamente la tenuta atletica”. Ogni traguardo è un nuovo punto di partenza a maggior ragione per chi come Buttè ha sempre affrontato le nuove sfide con la giusta dose di ottimismo e determinazione. “Più è alta la montagna da scalare, più è alta la mia voglia di raggiungere la cima. Presto parlerò con la dirigenza per sapere come intenderanno muoversi nei prossimi mesi”. Dalla prima squadra, passando per gli Juniores fino ad arrivare agli Allievi. Anche i boys di Roberto Raimondo sono pronti a rimboccarsi le maniche ed a seguire le indicazioni del proprio uomo in panchina ma senza compiere il passo più lungo della gamba. “La voglia di ricominciare è tanta – spiega il condottiero degli Allievi – ma ora come ora non se ne parla proprio. Mi manca il contatto diretto con il manto verde, così come mi manca il contatto diretto con la mia squadra. Considerano il particolare momento che abbiamo attraversato, ho preferito non sovraccaricarli di lavoro. Nonostante la giovane età, so di trovarmi di fronte a persone con un certo livello di maturità. Li conosco da tre anni ormai e quindi ho piena fiducia che nei limiti del possibile, si stiano adoperando per mantenersi in forma. Che sia ad ottobre o gennaio, ci attende una strada tutta in salita. Ma come ho sempre detto ad ognuno di loro, il calcio è metafora di vita. Più sono forti gli avversari, più bisognerà farsi trovare pronti ad affrontarli”.

Edoardo Varese