Calcio: il Governo sforna la torta "Ristori-bis". Ai dilettanti restano solo le briciole

Le sempre più specifiche e restrittive misure introdotte dal Governo per limitare il propagarsi del Covid hanno e stanno tuttora lasciando un segno indelebile nel mondo dello sport. Con l’approvazione del Decreto Ristori dello scorso 29 ottobre e, soprattutto del Ristori-bis di lunedì, pubblicato in Gazzetta Ufficiale appena ieri, martedì 10 novembre, il Governo giallorosso si è finalmente ricordato anche delle centinaia di migliaia di operatori, professionisti, società e atleti che si muovono nel mondo dello sport. Finalmente il premier Conte sembra voler tendere la mano anche alle categorie lavorative maggiormente colpite da questa emergenza epidemiologica. E non si tratta, ovviamente, dei club milionari di Serie A, ma della miriade di società dilettantistiche che attraversano lo Stivale e che a vario titolo fanno parte della vita di centinaia di migliaia di persone. Costrette a limitare notevolmente o addirittura a porre fine alle consuete attività agonistiche. Almeno fino a quando la situazione non ritornerà ad assumere degli standard normali. Tramite due articoli del decreto si è infatti stabilito di istituire un fondo comune con una dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2020. Una somma che dovrebbe consentire alle varie società di poter in parte far fronte alle esigenze di natura economica con cui si stanno trovando loro malgrado a dover fare i conti. Creato inoltre un fondo perduto indirizzato a coloro in possesso di partita Iva attiva entro il 25 ottobre che si occupano della gestione di impianti sportivi. Un piccolo passo compiuto dai vertici della politica verso chi necessita di aiuto. La domanda che però sorge spontaneo chiedersi è se questo contributo da parte del Governo sarà sufficiente per salvare dal naufragio quelle realtà che stanno navigando su acque non certo tranquille. O se invece occorrerà compiere un ulteriore sforzo. In tal senso, la presa di posizione degli allenatori e dei dirigenti delle squadre del nostro territorio è netta e limpida. E tutt’altro che ottimista...

Edoardo Varese