Calcio: il Garlasco affidato a Emanuele Pochetti

Il Garlasco gioca d’anticipo e sceglie il nuovo allenatore per la prossima stagione battendo tutti in concorrenza. Emanuele Pochetti siederà sulla panchina gialloblù, subentrando a Gianpaolo Chierico. “Quest’anno vogliamo alzare il tiro – afferma il direttore generale Gaetano Muscatelli – e per questo abbiamo scelto il meglio in circolazione. Emanuele Pochetti (nella foto) è il nome giusto per noi. Ha allenato diverse squadre del territorio ed è noto per praticare un calcio veloce e spumeggiante. Se poi aggiungiamo che ha sempre cercato di dare risalto ai giovani talenti della nostra realtà calcistica, possiamo stare tranquilli sul fatto che proseguirà e migliorerà l’ottimo lavoro svolto finora da Chierico. E sono sicuro che anche i ragazzi sapranno adattarsi e apprezzare il suo modo di intendere il calcio”. Nella scorsa annata i gialloblù hanno più volte dato prova di possedere qualche difficoltà nella costruzione di una manovra rapida e offensiva. Una lacuna a cui è stato abbondantemente posto rimedio con l’arrivo del Gasperini della Lomellina. Dal 3-4-3 di Chierico si passerà al 4-3-3 di marchio pochettiano. Dopotutto la miglior difesa è l’attacco e visto e considerando il curriculum vitae dell’ex tecnico del Robbio, i gol sono assicurati. Ma serviranno gli interpreti giusti. “Sicuramente il prossimo passo da compiere sarà quello di innalzare il livello della rosa – prosegue Muscatelli – quindi effettueremo un calciomercato in linea con le nostre ambizioni. Inizieremo la stagione con l’intento di raggiungere la salvezza diretta ma se le cose dovessero procedere per il verso giusto, amplieremo i nostri orizzonti. Adesso bisognerà vedere se tutti intenderanno sposare questo progetto. Se qualcuno dovesse operare di andarsene, accetteremo la sua decisione. Vogliamo ripartire e per farlo dobbiamo affidarci a quegli elementi che hanno sempre dimostrato di onorare la maglia che indossano”. Il primo step è stato portato a termine con il cambio in panchina. Ora fari puntati sul mercato.

Edoardo Varese