Calcio, il ds del Robbio suggerisce la ricetta: "Perché non annullare del tutto la stagione?"

Il calcio locale, ormai da cinque turni di campionato, ha appeso gli scarpini al chiodo. Tranne qualche strano caso tra i professionisti, l’incertezza che circonda il globo calcistico sembra regnare sovrana tra le mille dichiarazioni di chi bazzica l’ambiente. C’è chi sostiene che “The show must go on”, sposando la filosofia secondo cui lo sport, e più specificatamente il calcio, non si possa arrestare nemmeno in periodo di pandemia, e quelli che potremmo definire i moderati, per i quali il gioco del calcio rimane appunto un gioco e fermarsi sarebbe cosa buona e giusta. Tra quest’ultimi (ultimi ma non per importanza), in quello che potremmo definire come un “albo dei moderati”, possiamo annoverare, tra i tanti, il direttore sportivo del Robbio, Pietro Cordio. Il ds granata sembra aver compreso la gravità della situazione e ci racconta qualche momento delle passate settimane: “Non eravamo ancora in questo stato, le disposizioni che ci hanno dato riguardavano delle specificità sugli spogliatoi e sugli allenamenti a porte chiuse. Certo che noi, come credo molti altri, non ci saremmo mai potuti aspettare una tale evoluzione”. Una situazione surreale, un Plague Inc formato vita reale che si è abbattuto sullo stivale portandolo allo stremo delle sue possibilità. E il calcio dilettantistico, così come quello professionistico, si è dovuto adeguare all’emergenza nazionale prendendosi uno stop dalle domeniche col pallone. “Ovviamente sono favorevole allo stop dei campionati – ribadisce Cordio – ma che dico favorevole, favorevolissimo. Continuare a giocare sarebbe nocivo, poi per noi che siamo amatori il problema non si dovrebbe neanche porre. In Serie A non so che strani giri economici ci siano, ma la salute della collettività deve essere prioritaria”. Ora, con lo stop sino al 3 aprile di tutte le attività, risulta anche difficile pensare a una soluzione alternativa per recuperare gli incontri sfumati. Playoff? Classifica attuale? Prolungamento dell’attività calcistica? In questo senso, l’ex Città di Vigevano sembra avere le idee chiare: “Fosse per me non toccherei nulla, non ha neanche senso far fare playoff o playout a squadre che hanno giocato sì e no sei mesi. Facciamo finta che questo sia stato un anno sabbatico e ripartiamo il prossimo anno con più carica”. Solo il tempo ci dirà come andrà a finire e magari tra qualche mese, chissà, torneremo tutti alla nostra cara normalità. Ma per ora, non possiamo fare altro che aspettare.