Calcio, che ne sarà del pallone di provincia? Garbagnoli: “Siamo realisti, ma guai al disfattismo”

MORTARA - Il calcio ripartirà o non ripartirà? È ormai questo il dubbio amletico che si è instaurato nella mente di tutti coloro che vivono all’interno del mondo del pallone. La voglia di indossare gli scarpini e tornare a calpestare il manto verde è tanta. Così come è tanta la voglia di riascoltare i cori e gli incitamenti da parte del dodicesimo uomo in campo. Se a livello professionistico alcuni dubbi sono stati abbondantemente sciolti, lo stesso non si può asserire per la realtà dilettantistica. Ed ecco che i dirigenti e gli allenatori delle compagini del territorio lomellino si auspicano che venga al più presto fatta luce in merito ai troppi punti lasciati in sospeso. MORTARA - “Bisogna essere sì realisti ma neanche disfattisti – ribadisce il condottiero del Mortara Enea Garbagnoli (nella foto) – io sono fiducioso. Il picco è stato toccato a marzo, adesso la curva dei contagiati è in continua decrescita. Non è possibile vivere in eterno isolamento, quindi ripartire è più che doveroso. Stanno lavorando ad una possibile cura, ragion per cui penso che presto potremo lasciarci alle spalle questa brutta storia. Mi tengo costantemente in contatto con i miei ragazzi e spero di poterli rivedere tutti al più presto. Ho preferito non sovraccaricarli di lavoro ma di lasciarli liberi di tenersi in forma come meglio credono. Ci sarà tempo e modo per organizzare le sessioni d’allenamento. Sono contento che stiamo tutti bene e spero di rivederli tutti al più presto per organizzare una bella serata in compagnia. Mi mancano le cene di squadra, erano momenti in cui tra una parola e l’altra veniva fuori quella solidarietà tipica delle grandi squadre. Non vediamo l’ora di rivedere il comunale di Mortara gremito dai nostri tifosi. Vogliamo tornare a vivere il calcio in tutte le sue sfaccettature”.

Edoardo Varese