Calcio, a un mese dallo stop forzato il bilancio provvisorio del Lomello di mister Dino Lavenia

Col campionato fermo da oltre un mese, è tempo di bilanci in casa Lomello. Prima dell’obbligato stop, la squadra di Dino Lavenia (nella foto) sembrava aver trovato la giusta quadratura per centrare il prefissato obiettivo playoff. Ma ora, salvo clamorosi sviluppi, sembra che l’appuntamento con l’agognato salto di categoria debba essere rimandato al prossimo anno quando, si spera, le acque si saranno calmate. La classifica aggiornata in data 16 febbraio vede i gialloblù occupare il terzo posto in solitaria a quota 37 punti e una sola distanza avanti alla Viscontea Pavese. Venticinque i gol fatti in venti giornate, diciotto invece quelli subiti: se la difesa può sorridere, di certo lo stesso non può fare l’attacco. La sterilità offensiva dei lomellini è stata colmata solo in parte dal colpaccio di gennaio Pietro Amaro, capocannoniere dei suoi con sei reti all’attivo. Poi qualche gol dei centrocampisti (spicca il ’98 Disarò con quattro centri) e il vizietto offensivo di capitan Cartasegna. L’ottima partenza estiva ha poi lasciato spazio a quel Lomello straccia schedine capace di espugnare San Colombano e, allo stesso tempo, di prendere quattro pere dal Vistarino ex prima categoria. Ma nelle ultime partite il normalizzatore Lavenia ha aggiustato il tiro portandosi a casa sette dei dodici punti disponibili. Certo, anche gli infortuni hanno fatto la loro parte: la casacca blu è stata abbandonata per una di un viola più scalognato (ancora un tabù ai giorni nostri) che ha portato tante rogne, ultima tra le tante l’indisponibilità di Simone Malaspina. Il mister si è arrangiato come ha potuto, riuscendo comunque ad arrivare a fine marzo con la colomba nel piatto dopo il panettone natalizio. Peccato comunque per la situazione, perché la bella faccia del calcio lomellino starà rosicando e non poco dopo l’ottima stagione disputata. Ma nessuno poteva aspettarsi una pandemia, noi stessi abbiamo sottovalutato il problema dopo i primi casi nel milanese e ora ne paghiamo le conseguenze. Con la salute non si scherza, e il calcio ha avuto finalmente l’intelligenza di fermarsi.