Breme, la cipolla rischia di far... piangere: il sindaco pronto a denunciare “l’insultatore" social

BREME – Serviranno gli avvocati per la cipolla rossa? Francesco Berzero, sindaco e presidente dell’associazione dei produttori, pretende le pubbliche scuse da un bremese che, su Facebook, aveva usato toni diffamatori nei confronti suoi e dell’intero settore produttivo. Se entro stasera (mercoledì) il bremese non si scuserà, il sindaco presenterà una denuncia per diffamazione: le sue intenzioni sono state rese pubbliche su carta intestata del Comune postata sulla stessa rete sociale. Due giorni fa, un bremese era intervenuto, senza alcun apparente motivo, in un post del gruppo “Sei di Breme se” denigrando il sindaco e i sedici produttori che coltivano la cipolla rossa con marchio Denominazione comunale d’origine (Deco) e, da poco tempo, anche presidio Slow Food. “Siamo a due giorni dal post in questione – spiega il sindaco Berzero – e decine di bremesi hanno letto la diffamazione nei miei confronti e dei produttori riguardo alla coltivazione della cipolla. Ho preso atto che la persona ha chiesto scusa ai bremesi, ma a questo punto mancano le scuse alla mia persona e ai produttori che faticano tutto l’anno per garantire il prodotto a migliaia di avventori”. Il sindaco pretende che le scuse arrivino su Facebook entro la giornata odierna: in caso contrario, domani (giovedì) presenterà una denuncia per diffamazione.

“Ho già preso contatti con l’autorità giudiziaria – prosegue Berzero – Inoltre i produttori inoltreranno chiederanno i danni per il grave discredito gettato su un prodotto che viene periodicamente testato da una regolare commissione”. I toni si sono surriscaldati apparentemente senza motivo. La persona in questione ha rimosso il post diffamatorio, che però nelle ultime ore ha fatto discutere l’intero paese noto per essere la patria della cipolla rossa di Breme. “Dispiace molto che qualcuno, senza voce in capitolo, si permetta di mettere in dubbio e, peggio ancora, di insultare i nostri produttori”, conclude Berzero.

Umberto De Agostino