Biologico in risaia, scendono in campo anche i professoridell’Università e tre produttori

CANDIA – Il mondo del riso biologico a confronto a Candia fra “riflessioni dal passato e spunti economici del presente e futuro”.

Oggi (mercoledì), alle 16 e 15, agricoltori, agronomi e docenti universitari dialogheranno, sia in presenza in municipio sia da remoto, per affrontare un tema di attualità, soprattutto per via della decisione di abbandonare la chimica in campo, cioè diserbanti, insetticidi e fitofarmaci. A fianco del sindaco Stefano Tonetti (nella foto), anch’egli risicoltore, ci saranno tre produttori biologici: Rosalia Caimo Duc di Candia, Alberto Fusar Imperatore di Ottobiano e Marco Paravicini Crespi, che a Cascina Orsine di Bereguardo è stato uno dei precursori del biologico e del biodinamico. I relatori arriveranno dall’Università di Milano (Valentina Vaglia e Stefano Bocchi)e dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria di Torino (Patrizia Borsotto e Stefano Monaco).

“Il passaggio all’agricoltura biologica – commenta Fusar – sarebbe un modo per far crescere la Lomellina a livello di sanità ambientale e quindi umana, di immagine, di attrattiva turistica e residenziale, e anche di economia. Fare bio in risaia non è facile: ci sono ancora criticità, soprattutto a livello di continuità di rendimento negli anni per le rotazioni utili ai terreni e obbligatorie per legge, ma il bio può dare grandi soddisfazioni. Anni fa era molto più difficile intraprendere questa strada, ma ora ci sono poche scuse: chi vuole, oggi, può attingere molto più facilmente a informazioni, metodi e tecniche. La serie di questi incontri aperti a tutti ne è l’ennesima prova”.

Umberto De Agostino