Biblioteca, la Giornata della Memoria mercoledì su YouTube

I protagonisti della Giornata della Memoria quest’anno saranno gli studenti. La ricorrenza, che cade il prossimo mercoledì 27 gennaio, è stata istituita dalle Nazioni Unite per commemorare tutte le vittime dell’Olocausto. Una data che è stata scelta perché proprio quel giorno di gennaio del lontano 1945 l’Armata Rossa liberò i detenuti del campo di concentramento di Auschwitz, rivelando a tutto il mondo lo scempio e la barbarie del regime nazista, responsabile di uno dei più gravi e più cruenti genocidi della storia moderna. La biblioteca civica “Francesco Pezza” di Mortara non dimentica, e grazie alla collaborazione con l’Istituto Superiore “Angelo Omodeo”, l’Istituto Superiore “Ciro Pollini” e la Scuola Media “Josti-Travelli”, gli studenti faranno rivivere le testimonianze di chi ha provato sulla propria pelle l’inferno di quegli anni, attraverso letture e riflessioni personali che saranno raccolte in un video che verrà pubblicato sul canale YouTube “Civico17Pezza” il giorno 27 alle ore 10 e 30. “Non potendo ospitare le classi degli istituti mortaresi per la lectio magistralis a cura della professoressa Maria Forni o del professor Antonio Sacchi – spiega Antonella Ferrara (nella foto), responsabile bibliotecaria – abbiamo pensato di far intervenire gli studenti stessi e far parlare loro della Shoah. Le registrazioni per il video verranno effettuate nei giorni precedenti alla pubblicazione. Ciascuna scuola ha a disposizione circa 15 minuti, e il video sarà introdotto da una breve presentazione a cura del sindaco Marco Facchinotti e dell’assessore alla cultura Paola Baldin, e dall’intervento della professoressa Maria Forni. Nel pomeriggio, sempre sul nostro canale YouTube, sarà trasmessa la visita virtuale della mostra di nostra proprietà “I numeri per non dimenticare”, di cui fanno parte 14 pannelli che mettono in risalto il dramma dell’Olocausto, alcuni brevi filmati e la testimonianza della senatrice a vita Liliana Segre, realizzata nel 2007 dalla Provincia di Pavia”. La delegazione degli studenti delle scuole medie si occuperà della lettura di alcune testimonianze di deportati nei campi di concentramento, tra cui quella di Bruno Farinelli. I ragazzi del liceo parleranno dei Giusti tra le nazioni, ovvero i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della loro vita e senza interesse personale per salvare quanti più ebrei possibile dal genocidio nazista. Gli allievi del Pollini, infine, si dedicheranno al commento di alcuni brani selezionati per l’occasione: la classe 5^D dell’indirizzo sociosanitario presenterà la poesia “Un paio di scarpette rosse” della scrittrice Joyce Lussu, mentre la classe 5^E amplierà la tematica dei bambini deportati con l’esposizione dei ricordi e delle speranze dei giovanissimi prigionieri del campo di Terezin. Tre alunni della classe 4^H dell’indirizzo cucina affronteranno l’argomento del cibo e della fame durante la detenzione, e spiegheranno le motivazioni che portarono il regime nazista ad utilizzare la privazione dei bisogni primari come elemento centrale della sua azione repressiva. Per concludere, la 4^L dell’indirizzo di ricevimento ed accoglienza turistica rifletterà con il pubblico sul tema dei rapporti tra i prigionieri dei lager, e in particolare sulla crudeltà dei deportati l’uno verso l’altro nella costante lotta per la sopravvivenza. L’introduzione di Maria Forni, ex preside del liceo Omodeo, verterà invece sulla condizione della donna nei campi di concentramento. “Nell’orrenda situazione in cui si trovavano tutti – afferma la professoressa – la condizione della donna aveva certe specificità. Senza dubbio le prigioniere erano trattate in modo ancora più disumano rispetto ai prigionieri uomini: veniva a mancare completamente qualsiasi forma di pudore, veniva stroncato il concetto di famiglia e la violenza sessuale era all’ordine del giorno. Il tema della condizione sociale della donna spesso non viene molto evidenziato, ed è giusto porvi un’adeguata attenzione. Ho ampliato le mie conoscenze sull’argomento con le documentazioni e le testimonianze che ho trovato in biblioteca e negli archivi dell’Associazione Nazionale ex-deportati. Una parentesi della mia breve parte introduttiva sarà dedicata anche al ruolo delle donne operaie che hanno ostacolato la produzione industriale tedesca e la macchina bellica del regime”.

Massimiliano Farrell