Bertè, il curatore fallimentare: bonifica a carico del Comune. Facchinotti pronto a dar battaglia

Che i costi della bonifica dell’area Bertè, dopo il solito scaricabarile istituzionale, alla fine sarebbero ricaduti sulle spalle dei mortaresi era un timore diffuso. Ma ora c’è una certezza in più, dal sapore amaro della beffa finale. Infatti il curatore fallimentare dell’ex società di raccolta e smaltimento rifiuti lo ha detto chiaro e tondo: spetta al Comune di Mortara richiedere il dissequestro dell’area di via Fermi e tocca sempre all’ente pubblico l’onere di eseguire la bonifica. Una posizione espressa nel corso di una video riunione che si svolta a marzo e che ha coinvolto anche l’ente provinciale. Il Comune di Mortara, invece, in quell’occasione non era tra le parti in causa. Eppure il verbale di quella videoconferenza è stato stato trasmesso per conoscenza anche al sindaco Marco Facchinotti che, per così dire, non l’ha presa bene. Tanto che ha immediatamente chiamato i legali dell’ente pubblico per avere ulteriori rassicurazioni. “Dal verbale di questa riunione online – spiega il primo cittadino – apprendo che ci viene addossata la responsabilità di chiedere il dissequestro dell’area e di provvedere alla bonifica. Si tratta di un’affermazione fatta dal curatore fallimentare che noi respingiamo. Anzi, la nostra posizione resta quella che abbiamo assunto immediatamente: l’ente pubblico è parte lesa e si è costituita Parte civile per avere un risarcimento per i danni subiti. Intanto aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso stabilendo responsabilità e obblighi. Detto questo escludo che sia il Comune a dover pagare qualsiasi tipo di intervento ambientale presso l’area privata dell’incendio”. Sono passati quattro anni da quella mattina del 6 settembre 2017 quando tutta Mortara si risvegliò in un incubo fatto di fuoco, fumo e di un odore nauseante. Per i Vigili del Fuoco, arrivati da tutta la provincia, ci vollero sette giorni di duro e intenso lavoro per domare le fiamme divampate presso il deposito rifiuti della Eredi Bertè. Ma da quei drammatici giorni di quattro anni fa nulla sembra essere cambiato. La bonifica non è stata effettuata e sul terreno permangono cumuli di rifiuti esposti all’azione degli agenti atmosferici. Intanto la ditta Eredi Bertè è stata dichiarata fallita nel 2019. L’assicurazione non ha alcuna intenzione di farsi carico del pagamento della bonifica perché lo stoccaggio dei rifiuti era al di fuori delle condizioni previste. I quantitativi stoccati erano molto superiori del consentito e le modalità di deposito non erano a norma. E come spesso accade a pagare, sarà “pantalone”. Nel frattempo della bonifica dell’area c’è solo l’eco delle parole.

Luca Degrandi