Basta importare i fanghi, ogni Regione si smaltisca i suoi! Gregotti guida la Lega “di lotta”

Da almeno dieci anni gran parte del mondo della politica e numerosi comitati denunciano come la Lomellina sia la “terra dei fanghi”. Una sorta di pattumiera dove finisco rifiuti provenienti da tutta Italia. Però questa sera, 30 settembre, in consiglio comunale verrà votata la prima “mozione anti fanghi” con le carte in regola per sortire un effetto concreto. Minimo, ma concreto. Infatti il testo firmato dal gruppo consigliare della Lega, ed ispirato dell’esperto del mondo agricolo Alberto Gregotti (nella foto), punta sulla “regionalizzazione” dello smaltimento fanghi. Un concetto apparentemente semplice, ma che porterebbe ad una riduzione da un minimo dell’otto per cento, fino ad una stima massima del 20 per cento, dei fanghi smaltiti in Lombardia. Una contrazione di questa poco invidiabile “importazione” che dovrebbe avere una conseguenza positiva anche sulle quantità di fanghi smaltite in Lomellina. Tutto grazie ad un principio quasi elementare. Ogni Regione dovrebbe provvedere a smaltire i propri rifiuti all’interno del proprio territorio. Attualmente la pratica in atto è l’esatto contrario. Nei campi della Lomellina e di tutta la provincia di Pavia vengono buttati i liquami importarti dalle provincie di Novara, Vercelli e Alessandria. Oltre a quelli provenienti dalle altre provincie lombarde. Un affare che alimenta anche l’economia e i profitti dei 13 impianti di trattamento fanghi che hanno trovato casa in Lomellina. “E’ inutile sbraitare, alzare la voce, fare propaganda e proporre provvedimenti irricevibili – spiega Alberto Gregotti – come, ad esempio, una moratoria sullo spandimento di fanghi. In questo modo, lo dimostrano i fatti, non si ottiene mai niente. Invece questa mozione, senza troppi tecnicismi e senza perdersi in numeri che poi possono essere contestati, chiede una cosa molto semplice: ogni regioni smaltisca quanto produce. Potrebbe sembrare poca cosa, invece è un primo passo. Da qualche parte bisogna pur cominciare. Si tratta di un punto di partenza, di un principio che può essere condiviso in maniera trasversale senza alimentare le divisioni tra schieramenti politici. Penso che dovrebbe prevalere il buon senso e la volontà di fare qualcosa di positivo per il territorio e l’ambiente”. Eppure le divisioni c’erano già state, eccome. Infatti è la seconda volta che questa mozione approda all’attenzione del consiglio comunale di Mortara. Lo scorso 24 giugno era stata ritirata su proposta dell’opposizione che ne richiedeva la revisione in modo da riscrivere un testo condiviso. La Lega aveva acconsentito, rimandando la votazione. Giovedì 30, però, al voto sarà messo lo stesso dispositivo del 24 giugno. Alla faccia della condivisione. “Da anni studio il tema dei fanghi – conclude il consigliere di maggioranza Alberto Gregotti – e so benissimo che molto spesso i fanghi vengono buttati su terreni che, per le stesse normative già in vigore, non sono idonei poiché a causa della percolazione alcune sostanze finiscono nella falda acquifera. Succede soprattutto nei campi solitamente coltivati a mais che necessitano di molta sostanza azotata. In queste situazioni il vero problema è la mancanza di controlli. Quanti ne sono previsti nella provincia di Pavia? Fino a poco tempo fa, per legge, erano stati predisposti 4 controlli tra le provincie di Lodi e Pavia. E’ evidente che quattro controlli su un’unica azienda che in media utilizza 150 camion sono praticamente inutili. Sarebbe bello far approvare una moratoria per il blocco dello smaltimento fanghi nei campi, ma non passerebbe mai. Così come non verrebbe mai approvata una mozione che preveda lo smaltimento su base provinciale”.

Luca Degrandi