Basket, il BT Battaglia sfatail tabù trasferta a Nerviano

NERVIANO - L’obiettivo primario era quello di conseguire una vittoria per mantenere viva la speranza di poter accedere alla seconda fase dalla porta principale (la poule A), ma in ballo c’era molto di più, come aveva specificato Alfonso Zanellati la settimana scorsa.

L’Expo, prima della sosta, aveva fornito ottime performance al Comunale di Parona, ma bastava mettere piede su un parquet diverso da quello di casa per trasformarsi in una squadra insicura, priva di autentici leader in campo, dal rendimento altalenante, spesso autodistruttiva.

Quindi la trasferta a Nerviano, proprio in quell’impianto oggettivamente brutto e dimostratosi così ostico, nel corso degli anni, per le squadre di Zanellati, era già in partenza sovraccarica di significati, oltre a rappresentare un importantissimo scontro diretto, era una classica sliding door, dalla quale si poteva uscire con due destini opposti, vincenti e sicuri di poter esprimersi in modo convincente anche fuori casa, o sconfitti e consapevoli di essere destinati a un prosieguo del campionato da attori non protagonisti.

A complicare ulteriormente le cose, la classica assenza dell’ultim’ora (Lorenzo Monacelli era febbricitante e lamentava una forte otite) che rendeva ancora più esigua la panchina dei lomellini.

Già poco dopo l’avvio, comunque, un fattore pareva già chiaramente delineato, Mattia Sacchi sembrava magicamente tornato alla versione pre-infortunio, quella sicura di sé fino alla sfrontatezza e capace di sorprendenti intuizioni. Era proprio lui a mettere a segno i primi 5 punti (0-5), con due liberi e una tripla.

Al 4’, con il ritmo bruscamente sincopato dai continui fischi arbitrali, che sanzionavano anche contatti tutto sommato veniali, entrambe le formazioni erano già in bonus, e forse è stata proprio la non eccelsa performance lomellina dalla lunetta nei primi 10’ a far chiudere il quarto con un solo punto di distacco (tra le fila dei padroni di casa, aveva impressionato positivamente Bandera, autore di due triple, poi inspiegabilmente dimenticato in panchina dal coach).

Se nel primo quarto a prendere l’iniziativa erano stati soprattutto Sacchi e Bazani, nella seconda frazione ha incominciato a brillare anche Garcia, che chiudeva in penetrazione al 14’ (25-30) e, al 17’ e al 19’, andava a segno imbeccato da Sacchi per il 28-34 e 28-37).

Si andava al riposo dopo un prezioso rimbalzo offensivo e conseguente canestro di Lonati, che siglava il massimo vantaggio (+14, 30-44), mentre i locali, nell’arco dell’intera frazione, non riuscivano a segnare più di 8 punti.

Al 23’, con una potente azione solitaria, Bazani andava a segno per il 36-49, al 25’ lo stesso play argentino serviva un assist perfetto per la conclusione di Muzio (39-53), un Muzio che, benché penalizzato dai falli, è sembrato molto solido e affidabile. L’ultimo quarto, prevedibilmente, è stato il più difficile da gestire, perché Nerviano ha tentato veramente di tutto per risalire e riappropriarsi del match.

Il vantaggio si era già parzialmente eroso al 31’, quando Crusca (il migliore dei suoi) volava in contropiede per il 53-58.

A stornare il pericolo pensava Sacchi, con la bomba, importantissima, del 53-61, poi un altro bel canestro “in avvitamento” di Bazani (55-63) e, successivamente, era Sacchi a fornire un assist prezioso a Muzio, che ristabiliva nuovamente le distanze (55-65). Al 38’ i milanesi si rendevano nuovamente pericolosi (64-69) ed era ancora una volta Sacchi a ridimensionarli con fallo subito e due punti dalla lunetta.

Nel finale c’è stato ancora spazio per alcune azioni pregevoli dei lomellini, come l’assist di Bazani per Garcia (68-75).

“Lo avevo ripetuto fino all’esasperazione che dimostrare di poter vincere in trasferta era imprescindibile per il nostro percorso – commenta Alfonso Zanellati – quindi sono ampiamente soddisfatto per questa risposta, una reazione di carattere, di personalità, di autorevolezza di cui avevamo un disperato bisogno. Che il match con Nerviano fosse una svolta pericolosa nel nostro cammino era più che chiaro a tutti, loro sono una squadra che potremmo definire decisamente il contrario di noi. Il loro problema, se vogliamo considerarlo tale, è la sovrabbondanza. Il fatto di avere almeno dieci giocatori pressoché intercambiabili da poter utilizzare può finire per creare impasse, perché tutti scalpitano per fruire di un minutaggio cospicuo, e il coach è costretto a una girandola di cambi poco produttivi. Noi, come è noto, abbiamo il problema opposto, difficilmente riusciamo a far ruotare più di sette giocatori. Ora ci attende un altro match impegnativo, stavolta in casa, contro una delle primissime della classe, Gallarate”.

Nevina Andreta