Assalto al Postamat, i malviventi in fuga. Scoppia la polemica politica sulla sicurezza

MEDE – Grazie alle “super telecamere” di Poste Italiane l’allarme è suonato praticamente in tempo reale, e i carabinieri (già di pattuglia) sono riusciti a mettere in fuga i quattro malviventi. La caccia non si ferma.

Probabilmente i ladri, nella notte tra venerdì e sabato, volevano far saltare in aria il Postamat, come era avvenuto nei giorni scorsi altre due volte nel Pavese. Non si esclude che si tratti della stessa banda che nei giorni scorsi aveva già assaltato altri due postamat in Provincia di Pavia, a Casanova Lonati e a Vidigulfo. Intorno alle 4 e 20 del 12 febbraio ci hanno provato anche all’ufficio postale di Mede, in via Mazzini. Stavolta gli è andata male. Dopo il suono dell’allarme i carabinieri della stazione locale, che fa parte della compagnia di Voghera, sono arrivati sul posto in pochissimi secondi. La pattuglia, infatti, era già per strada per un servizio di controllo memore proprio degli episodi degli ultimi giorni. I malviventi si sono dati alla fuga in auto. Il breve inseguimento non ha dato esito. Dopo aver forzato la porta scorrevole sono entrati all’interno dell’ufficio. Forse volevano far saltare in aria il postamat, come avevano fatto negli altri due colpi. L’ufficio postale si trova al pianterreno di un condominio. Un’eventuale esplosione, oltre a svegliare mezza città, avrebbe messo a repentaglio l’incolumità di chi vive lì. Fortunatamente le guardie sono arrivate prima, e i ladri fuggiti a mani vuote. A Casanova Lonati, centro presso Broni, tra giovedì e venerdì, i malviventi (probabilmente gli stessi, veri e propri “professionisti del postamat”) avevano sistemato una carica esplosiva a polvere nella fessura del postamat, in gergo la “marmotta”. L’esplosione lo ha sventrato. Poco più di 24 ore prima con lo stesso modus operandi avevano colpito a Vidigulfo: l’esplosione aveva costretto l’ufficio postale a chiudere per via dei gravi danni. Il bottino si aggirerebbe intorno ai 25mila euro.

Poste Italiane, con un comunicato, ha chiarito come “il sistema di videoanalisi e la tempestiva gestione dell’allarme da parte della sala di controllo di Milano ha consentito di sventare l’ultimo episodio di tentativo di furto. L’intervento dei Carabinieri ha messo in fuga i malviventi e non ha consentito l’innesco del detonante. Il tentativo di furto non è stato portato a termine”. “Nei 173 uffici postali di Pavia e provincia – prosegue il comunicato – l’infrastruttura di sicurezza di Poste Italiane ha consentito, dall’inizio dell’anno ad oggi, una riduzione del 67 per cento di furti e rapine. Negli uffici postali sono presenti oltre 278 impianti di videosorveglianza a circuito chiuso che, oltre a monitorare possibili intrusioni notturne nei locali di Poste Italiane e contribuire al riconoscimento di eventuali rapinatori, consentono attraverso un sofisticato software di videoanalisi predittiva di riconoscere automaticamente comportamenti sospetti e potenziali attacchi agli Atm, facendo partire in tempo reale la richiesta di intervento alle forze dell’ordine. Nel complesso i sistemi di custodia del denaro di Poste Italiane sono decisamente all’avanguardia tanto che dal 2020 ad oggi il 46 per cento dei tentativi di furto in tutta Italia sono falliti. Tale risultato è stato possibile grazie agli investimenti dell’azienda in materia di protezione e sicurezza che hanno consentito, ad esempio, di dotare 164 uffici postali di caveau blindato con speciali casseforti ad apertura temporizzata, e di attivare 225 sportelli dotati di RollerCash, particolari casseforti collegate alle postazioni operative i cui cassetti possono essere aperti solo alla conclusione di un’operazione. L’effetto deterrente generato da tali accorgimenti, ha contribuito notevolmente alla riduzione del numero di eventi criminosi negli ultimi anni. Gli Atm Postamat di Poste Italiane sono dotati di un sofisticato sistema antieffrazione c.d. ghigliottina, una struttura blindata che garantisce la protezione della feritoia interna attraverso cui passa il denaro per uscire dalla cassaforte dell’Atm. Poste Italiane, inoltre, ha previsto per gli uffici postali di Pavia e provincia, l’introduzione di numerosi servizi di vigilanza armata: nel 2021 è stata garantita la presenza di una guardia giurata per oltre 705 ore durante l’orario di apertura al pubblico degli Uffici e sono state effettuate oltre 23 ronde ispettive da parte di Gpg, in orario sia diurno sia notturno”.

Sull’episodio interviene anche Antonella Bertarello, capogruppo di minoranza di centro-sinistra per la civica “In Comune x cambiare Mede”. “Per anni la destra cittadina – dichiara – ha enfatizzato il tema della sicurezza, ma senza fare nulla. Si è riempita la bocca del nulla più assoluto e le telecamere che sono presenti a Mede sono spesso scatole vuote, come da anni stiamo denunciando. Nei giorni scorsi è stato fatto un furto alle 7 di sera, poi altri qua e là in esercizi commerciali e non, quasi contemporaneamente. Per questo non si pretende che le forze dell’ordine siano presenti sul posto, sempre. Ma le telecamere, quando funzionanti, danno una mano notevole agli inquirenti. Ultimo episodio: il banco posta, anche se in questo caso il colpo è andato a vuoto. Pretendiamo come cittadini e come minoranza consiliare maggiore attenzione e controllo del territorio”.