Area Bertè: dopo più di mille giorni dal rogo, il caso resta avvolto da una cortina di fumo

Sono passati tre anni da quella mattina del 6 settembre 2017 quando la città si risvegliò in un incubo fatto di fuoco, fumo e di un odore nauseante. Per i Vigili del Fuoco, arrivati da tutta la provincia, ci vollero sette giorni di duro lavoro per domare le fiamme divampate presso il deposito rifiuti della Eredi Bertè. Ma da quei drammatici giorni di tre anni fa nulla sembra essere cambiato. La bonifica non è stata effettuata e sul terreno permangono cumuli di rifiuti esposti all’azione degli agenti atmosferici. Intanto la ditta Eredi Bertè è stata dichiarata fallita nel 2019. L’assicurazione non ha alcuna intenzione di farsi carico del pagamento della bonifica perché lo stoccaggio dei rifiuti era al di fuori delle condizioni previste. I quantitativi stoccati erano molto superiori del consentito e le modalità di deposito non erano a norma. E come spesso accade a pagare, sarà “pantalone”. Infatti i notevoli costi della bonifica, invece di essere a carico dei responsabili della ditta, verranno probabilmente sostenuti dall’ente pubblico, cioè dai cittadini. Però i militanti cittadini del Prc non ci stanno e, in occasione del terzo anniversario del terribile rogo, hanno deciso di scendere in piazza con una serie di iniziative. Oggi, 4 settembre, in occasione del mercato, gli esponenti del Partito della Rifondazione Comunista organizzeranno un gazebo informativo. Domani, sabato, è previsto un presidio davanti all’ingresso della ditta di via Fermi. “Gravi sono le responsabilità dell’amministrazione comunale di Mortara – commenta Giuseppe Abbà - che non ha vigilato com’era suo dovere e ha pagato ogni anno 80mila euro alla Eredi Bertè senza nulla da eccepire. Parimenti gravi sono le responsabilità della regione Lombardia per la sua dissennata politica dei rifiuti, ancorché della provincia di Pavia per le varie autorizzazioni che hanno consentito l’ampliamento dell’area di stoccaggio. Ripetiamo ancora una volta, come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare, che bisogna lottare affinché a pagare la bonifica siano i responsabili e non i cittadini. La filiera dei rifiuti deve essere ricondotta interamente sotto gestione pubblica. Non deve essere consentito che soggetti privati, il cui unico scopo è il profitto, accumulino denaro incuranti dei danni ambientali e della salute dei cittadini”. Inoltre resta necessario l’intensificazione dei controlli sul territorio da parte degli organi preposti alla tutela dell’ambiente e un maggior coinvolgimento dei cittadini, dei medici, dei lavoratori della sanità e delle associazioni di tutela dell’ambiente.

Luca Degrandi