Anffas: entro fine anno saranno completate le nuove abitazioni del progetto “A casa mia”

È ufficiale: il progetto “A casa mia” sarà completato entro fine 2020. Così ha riferito l’architetto Varini nell’ultima assemblea di Anffas. L’iniziativa, avviata sotto la presidenza di Nadia Farinelli, nasce in seguito alle esperienze di co-abitazione in appartamento già avviate dalla Come Noi a Parona e a Tromello. La nuova struttura abitativa che sarà pronta a fine anno a Mortara sarà costituita da due appartamenti, ciascuno con 5 posti letto, per un totale di 10. È previsto, inoltre, un alloggio centrale per l’assistente. La costruzione in via Mirabelli è completamente ex novo e sul terreno c’è un progetto per realizzare addirittura un’altra costruzione, che si farà non appena Anffas ne avrà la possibilità e le risorse. “I nuovi appartamenti – spiega la presidente Nadia Farinelli – potranno garantire interessanti opportunità di vita indipendente per almeno dieci persone con gravi disabilità, valorizzando il patrimonio di risorse e di esperienze già oggi attive a supporto delle famiglie aggregate da Anffas. L’avvio dei lavori è stato possibile grazie al concorso di più fattori: la Fondazione Dopo di Noi, che ha raccolto nel corso degli anni i fondi necessari a realizzare la nuova abitazione; l’investimento personale di alcuni genitori; la Cooperativa Come Noi, che con i suoi operatori è stata capace di adeguare gli interventi ed i sostegni posti in essere rispetto all’evoluzione ed al cambiamento dei bisogni; il sostegno degli enti locali; e l’impegno costante e fondamentale dei tantissimi volontari che operano con noi”. L’obiettivo della struttura, quindi, è la costruzione di un progetto di vita concepito dai genitori per promuovere il benessere dei figli adulti attraverso la loro partecipazione nella vita della comunità. Tutto ciò attraverso l’incentivazione e la creazione di un gruppo stabile di convivenza e di sostegno reciproco, che possa ridurre la dipendenza esclusiva delle persone con disabilità dai servizi istituzionali.

Luca Degrandi