Andrea Maltese: forti diseguaglianze, meglio regole giuste per fare lavorare tutti

Il Comune per venire incontro ai locali mortaresi in vista delle riaperture della zona gialla promette il plateatico gratis. Bisogna tuttavia fare attenzione a quale tipo di plateatico si fa riferimento. Infatti, il Comune si riferisce in particolare al comodato di spazi esterni temporanei e non di quelli permanenti come quello posseduto dal Bar Garibaldi di Andrea Maltese (nella foto con il papà Salvatore). “L’anno scorso – spiega il titolare del Bar Garibaldi – ho dovuto pagare la tassa annuale per il plateatico permanente. Quest’anno, oltre a non aver ricevuto nessun rimborso per il 2020, mi è stato comunque detto di pagare dall’ente locatore. Farò presente questo fatto all’amministrazione in modo che siano prese le giuste misure anche per il mio spazio, considerando il lungo periodo di inattività per cui ho dovuto pagare. Se ne deve giustamente parlare seduti a un tavolino vis-à-vis”. Oltre ai costi annuali di affitto degli spazi, con le nuove norme, i baristi e i ristoratori si trovano ad affrontare un nemico di non poco conto. Il tempo atmosferico. Già questa settimana il cielo non sembra aver dato segni certi per ripartire. “Se piove – prosegue Andrea Maltese – non è colpa nostra e non possiamo farci niente. Sicuramente però, al di là del tempo atmosferico, le nuove misure non hanno troppo senso. Creano forti disuguaglianze. È l’ennesimo errore di valutazione. È una scelta anticommerciale. È giusto aprire con precauzione e con le giuste regole, ma che tutti possano lavorare”! Sembra quasi che ci sia stata un’involuzione rispetto al 2020, nonostante l’esperienza in più che si è acquisita. Perché l’anno scorso si poteva aprire anche al chiuso con protocolli che funzionavano e ora no? “Anche chi ha il dehor – prosegue – si espongono molto alla volatilità della situazione: se piove la gente non viene nemmeno per l’asporto. La gente se piove vuole starsene in casa e non certo venire a passare del tempo al bar, all’aperto. In ogni caso fa parte del rischio di impresa che ogni imprenditore deve tener ben presente per agire di conseguenza. Sarebbe stato meglio che la situazione fosse stata analizzata con gli addetti ai lavori. Anche la storia del coprifuoco è deprimente. È una demolizione di tutto. Sempre meglio certo lavorare fino alle dieci, ma per attività come la mia è una condizione molto limitante. Per quello che potremo fare abbiamo attivato nel frattempo una partnership con la Pizzeria Roma per darci manforte a vicenda”.

Vittorio Orsina