Andrea Buttè, quanto ci manca il campo! Ma la ripresa (non solo sportiva) è lontana

MORTARA - Tornare alla normalità o quanto meno provarci. È questo il desiderio principale alla base dei tanti lavoratori che si sono visti costretti a porre fine o limitare notevolmente le proprie attività a causa delle varie misure previste dagli ultimi Dpcm. Lo sa bene Andrea Buttè (nella foto), promettente allenatore del Mortara, ma anche valido preparatore atletico e proprietario di uno studio di personal training a Novara. Un gran lavoratore che avendo fatto dello sport la propria ragione di vita, al pari di molti suoi colleghi, non sta certo attraversando un periodo roseo. Perché oltre a dover fare a meno della fonte primaria dei propri guadagni, non potrà nemmeno contare sui sostegni previsti dal Decreto Ristori. Insomma un vero e proprio contraccolpo economico per il tecnico novarese, dal quale non sarà certo impresa semplice riuscire a rialzarsi. “A marzo e aprile – rivela Buttè – avevo ricevuto il bonus di 600 euro che spettava ai lavoratori in possesso di partite Iva. Inoltre da parte della mia Regione, il Piemonte, e da parte del dipartimento dello sport ho avuto la possibilità di accedere ad un fondo perduto in seguito alla chiusura del mio studio. Adesso però mi trovo in una condizione leggermente diversa. Non ho potuto accedere al Decreto Ristori per il semplice fatto che durante il primo semestre del 2020 ho ottenuto una fatturazione maggiore rispetto a quella derivata dai primi sei mesi del 2019. Per aver diritto al Ristori-bis infatti occorre aver prodotto almeno il 33% in meno rispetto al primo semestre del 2019. Sinceramente non capisco il perché di questa clausola dato che siamo a novembre. Al mio studio professionale, che è una Associazione sportiva dilettantistica, è arrivato invece la scorsa settimana un bonifico di circa il doppio rispetto al primo lockdown. Al momento però il mio centro è aperto solo per coloro che, in seguito ad infortuni o operazioni, necessitano di seguire cure specifiche. Faccio parte del personale sanitario, quindi non sono stato costretto ad effettuare una chiusura completa. Anche se mi auguro di poter riprendere al cento per cento con la mia attività il più presto possibile”. Determinazione e tanta voglia di mettersi in gioco: due componenti fondamentali del carattere di Andrea Buttè. Qualità che hanno consentito al tecnico novarese di diventare una delle colonne portanti del Mortara. Una storia ricca di emozioni e soddisfazioni, iniziata tre anni orsono. Quando Buttè si accomodò sulla panchina degli under 17, dimostrando fin da subito di possedere un’idea di calcio molto innovativa. Grazie alla quale, dopo la parentesi avuta alla guida della Juniores, è riuscito a diventare il condottiero della prima squadra, subentrando nel mese di settembre a mister Enea Garbagnoli. “Sono orgoglioso di aver scelto di entrare a far parte dello staff di questa società – spiega l’allenatore biancoazzurro - Mortara è una piazza importante, ambita da molti. Se guardiamo il girone di Prima categoria, posso affermare che siamo una delle squadre più in vista del territorio. Con un passato ricco di tradizioni e successi alle spalle. Prenderei questa decisione altre mille volte se potessi. Spero di poter rivedere al più presto i miei ragazzi. Al momento li sento ogni due settimane, per accertarmi che stiano tutti bene. Sarebbe meglio riprendere con gli allenamenti e poi con le partite a gennaio. Ricominciare a ridosso del Natale non avrebbe tanto senso. Bisognerà decidere con che formula ripartire. Se disputare solo le gare d’andata o giocare tutte le giornate, con l’eventualità di scendere in campo anche in estate. Ci sarà comunque modo e tempo per discutere di questo”. Guardare sempre avanti, senza mai chinare la testa. Perché il valore di un percorso è dato dalla finitezza dello stesso e questo mister Buttè lo sa benissimo.

Edoardo Varese