Anche Candia stregata dalla cultura sconfinata del professor Giuseppe Zucca, appuntamento stasera

CANDIA – Sono pochi i paesi che, nel corso degli ultimi anni, non hanno invitato Giuseppe Zucca (nella foto) a parlare della sua ricerca storia più celebre. E lui, cortese, non ha mai detto di no. Non fa eccezione Candia: la biblioteca, ultimamente attivissima con gli eventi culturali, lo ospiterà questa sera, venerdì 6 maggio, alle 21 presso gli spazi dell’ex consorzio agrario di piazza Bergamasco. Con Zucca dialogherà Giuseppe Castelli, l’intellettuale candiese più di spicco. Il libro, frutto di lunghe ricerche in archivi nazionali ed esteri, racconta le vicende dei prigionieri di guerra Alleati, per lo più sudditi dell’impero britannico, che, catturati in Africa e rinchiusi dapprima in campi in Libia e in Italia, furono poi assegnati al campo di lavoro 146 di Mortara ed infine negli oltre 30 distaccamenti aperti in Lomellina, nel Pavese e nel Lodigiano. Nei paesi della nostra provincia oltre duemila giovani prigionieri trascorsero l’estate del 1943 lavorando a fianco a fianco dei contadini locali nel duro lavoro dei campi. Poi, nei giorni caotici che seguirono l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre, centinaia di loro fuggirono e si nascosero nei boschi e nei campi di granturco, liberi ma totalmente allo sbando. Fu allora che si assistette ad uno straordinario fenomeno che Roger Absalom, il maggior studioso di tale vicenda, ha chiamato “l’inattesa alleanza”: migliaia e migliaia di uomini e donne italiani, di ogni ceto e condizione, correndo mortali pericoli, si impegnarono a sfamare, vestire, nascondere gli evasi favorendo poi la loro fuga soprattutto verso la Svizzera. L’ingresso alla serata è libero.

Davide Maniaci