Albonese, spari ai gatti: via alle indagini, i carabinieri sulle tracce del “pistolero”

ALBONESE – C’è qualcuno che spara ai gatti. L’allarme arriva da Albonese: una situazione assurda e pericolosa che ora è sul tavolo dei carabinieri. La denuncia è stata sporta giovedì 25 dalla signora Monica Portalupi. Vive in via della Bilancia, in un’area residenziale. La sua gatta Trilli, 7 anni, è stata portata nella clinica veterinaria di Mortara, con un pallino sparato da un’arma ad aria compressa largo 4 millimetri conficcato nella scapola. Fortunatamente se la caverà. Il proiettile sarà “ospite indesiderato” della micia per sempre. Rimuoverlo era impossibile e forse più pericoloso che lasciarlo al proprio posto: intanto la gatta prosegue le sue terapie. Nulla comunque sarà più come prima. Quello che sembrava routine, fare i bisogni intorno a casa in una zona rurale, ora è paragonabile a camminare in un campo minato. Trilli, una trovatella, aveva da sempre l’abitudine della passeggiatina nel campo. Le villette di via Bilancia, infatti, sono circondate da piante di mais. “Quando, come sempre, le ho portato da mangiare nella taverna – racconta la signora Portalupi – la gatta era sanguinante. Sicuramente deve essere stata ferita in giornata, siccome al mattino stava benissimo”. Nella zona non ci sono telecamere di sorveglianza: è stata la radiografia del veterinario a evidenziare il proiettile. La donna ha qualche sospetto, ma niente che possa essere provato realmente: bisogna aspettare le indagini dei carabinieri della stazione di Mortara. La denuncia è relativa al reato di maltrattamento di animali: non uno scherzo, se (come recita l’articolo 544 ter del codice penale) si rischia una pena dai 3 ai 18 mesi di reclusione e una multa non inferiore ai 5 mila euro. Il “cecchino” ancora non ha un nome, né un volto.

“Trovo atroce il gesto di sparare a sangue freddo a una gatta – prosegue la donna di Albonese – e mi spaventa pensare che questa persona possa farlo ancora, o lo abbia già fatto. Credo anche che in paese molte persone sappiano bene cosa succede, senza pur aver mai denunciato. Bisognava aspettare che capitasse a Trilli. Oltretutto non siamo nel periodo di caccia. Qualunque sia il motivo di questo gesto, non è scusabile”.

Davide Maniaci