Agricoltura: Giovanni Daghetta (Cia) promuove il sottosegretario Centinaio

Pandemia, aiuti e Pac: Giovanni Daghetta (nella foto) sposa il Centinaio pensiero e approva le prime mosse dell’ex ministro ora sottosegretario all’Agricoltura. Una vera e propria benedizione che arriva direttamente dai piani alti di Cia Lombardia.

“Condividiamo come Cia Lombardia l’idea del sottosegretario di un’agricoltura più green, ma anche tutelata da demagogie e politiche che rischiano di essere lesive per uno dei comparti di assoluta eccellenza in Italia - ha dichiarato Daghetta - E’ giusto coniugare le diverse sostenibilità del settore: ambientale, sociale, economica”.

Lo stesso presidente di Cia Lombardia ha sottolineato in precedenza come questa riforma Pac possa presentare assieme ai vantaggi, anche dei rischi. “La vocazione ambientale della nuova Pac non deve andare a discapito della produttività. - ha ricordato Giovanni Daghetta - Un’eccessiva diminuzione della chimica nei campi potrebbe essere dannosa e penalizzare ulteriormente la produzione, in una situazione in cui, secondo una ricerca del dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti si rischia una crisi alimentare. Condividiamo dunque quanto sostenuto da Centinaio in merito ai rischi del Farm to Fork. Per quanto riguarda l’utilizzo dei prodotti fitosanitari si parla infatti della loro riduzione del 50% entro il 2030, senza però indicare quali soluzioni alternative mettere a disposizione degli agricoltori. E secondo i tecnici le registrazioni di nuovi principi attivi diventano sempre più complicate e, nello stesso tempo, la diffusione delle nuove specie invasive aumenta”.

“Ringraziamo dunque il sottosegretario Gian Marco Centinaio per questo intervento e anche per l’azione svolta da Ministro dell’Agricoltura. - conclude il presidente di Cia Lombardia - Il suo decreto del 2018 con cui è stato aumentato di 12 milioni di euro l’anno il plafond finanziario da erogare a favore dei risicoltori nell’ambito del regime del sostegno accoppiato è stato di grande aiuto per il settore, anche perché giunto in un momento congiunturale difficile, in cui ci trovavamo a fronteggiare l’import selvaggio dai paesi Eba a condizioni commerciali favorevoli. Ancora oggi il comparto ne riceve benefici".