Acqua sempre più salata: arriva un altro aumento, bollette più care di 50 euro negli ultimi 4 anni

Acqua dolce, ma tariffa più salata. Ogni anno di più. Infatti c’è anche l’aumento della tariffa dell’acqua tra le proposte che saranno presentate da Pavia Acque all’assemblea dei soci, in programma per giovedì 16 luglio. E per la Lomellina il rischio è quello di subire una vera e propria mazzata ai danni dei consumatori. E’ già stato così tre anni fa quando l’aumento della componente acqua all’interno della bolletta portò ad un’impennata dei costi sostenuti dalle famiglie. Con un aumento che poteva arrivare fino al 15 per cento. Ciò è avvenuto a causa dell’introduzione della tariffa unica per tutta la provincia. Uno svantaggio per i lomellini e per un territorio sul quale i costi di approvvigionamento dell’acqua sono stati per ovvie ragioni sempre più contenuti ripetto alle località collinari. Ma il nuovo aumento delle tariffe, che sarà proposto tra pochi giorni, non è del tutto scontato. La decisione dovrà essere approvata dai sindaci della provincia. Allo stesso tempo Luigi Pecora, presidente di Pavia Acque, ritiene questo incremento indispensabile per finanziare gli investimenti di cui avrebbe bisogno tutto il territorio. Lomellina, Oltrepò e Pavese. L’obiettivo è quello di incassare circa 20 milioni di euro in più, necessari per rendere moderna ed efficiente la rete idrica. La lotta agli sprechi, non degli utenti ma della rete, si combatte solo così. Anche perché, è il caso di dirlo, l’attuale rete fa acqua da tutte le parti. La stima è di una perdita idrica che può arrivare fino al 30 per cento. “Lo spirito della società consortile – ha spiegato il presidente Luigi Pecora – è quello di instaurare un circolo virtuoso con la partecipazioni di tutte le realtà territoriali. In questi anni Pavia Acque ha fatto un grande sforzo per spendere tutto quello che era stato previsto nel piano degli investimenti finanziato attraverso le bollette. Abbiamo impegnato 48 milioni per il miglioramento della rete e del servizio. Questi soldi devono essere spesi tutti e bene. Ma ne servono di più. Per questo proporremo il riallineamento delle tariffe per i prossimi due anni. Significa un rincaro di circa 25/30 euro per utenza. La somma ci consentirebbe di potenziare la rete. Questa proposta nasce dalla nostra esperienza e dalla nostra conoscenza delle esigenze del territorio. Però l’ultima parola non spetta a noi, ma ai sindaci della provincia. A chi mi chiede se il costo della componente acqua sia troppo alto io rispondo di no. Anzi, se confrontiamo le nostre tariffe con quelle del resto d’Europa si può notare come le nostre siano tra le più contenute. Il vero problema, invece, è un altro. Troppo spesso l’acqua potabile viene usata in modo inappropriato. Viene sprecata per innaffiare orti oppure per lavare la macchina. Non è questo l’uso corretto”.

Luca Degrandi