Abbà contro la guerra tra pendolari: la soluzione è migliorare il servizio

MORTARA - Una maggiore sicurezza in stazione non si crea alimentando la divisione tra pendolari di serie A e di serie B. Un concetto ribadito da Giuseppe Abbà (nella foto), consigliere comunale del Partito della Rifondazione Comunista, che punta il dito anche contro l’assessore Luigi Granelli e il “suo” gabinetto scientifico. E commenta anche il “maxi blitz” alla stazione di Mortara con Carabinieri, Polfer e Polizia locale contro i cosiddetti “riders”. Sulla linea Mortara Milano il servizio di trasporto pubblico è da anni scadente. Ai cronici disagi disagi si aggiunge il sovraffollamento delle carrozze e le difficile convivenza con i pendolari che hanno necessità di trasportare anche la bicicletta sul treno. “E’ da un po’ – spiega Giuseppe Abbà - di tempo che questa questione viene sollevata. Ci sono dei lavoratori precari, come sono appunto coloro ingaggiati per portare cibo a domicilio che, per guadagnare pochi euro, sono costretti a pedalare per le vie di Milano con ritmi forsennati, altrimenti gli algoritmi di controllo li scartano. Questi lavoratori, in gran parte immigrati, hanno bisogno delle biciclette come strumento di lavoro. Una buona organizzazione delle ferrovie metterebbe a disposizione per questa necessità le carrozze necessarie e in orari adeguati. Invece, cosa fanno gli ineffabili dirigenti della Trenord? Come ricorda l’assessore Luigi Granelli che si compiace del blitz e mette a disposizione il gabinetto scientifico di palazzo Cambieri. Tra l’altro costato a suo tempo una barca di soldi che avrebbero potuto essere impiegati a scopi più utili”. I treni che hanno una carrozza per le biciclette sono solo due. Il primo alle 10 e 33 e un secondo alle 15 e 33. “come si vede, - continua il consigliere di opposizione - sono orari del tutto incompatibili con le necessità lavorative dei riders. Ma alla regione Lombardia, a Trenord, controllata dalla medesima, agli amministratori locali fa molto più comodo alimentare la guerra tra i poveri, a contrapporre ai pendolari altri pendolari che hanno un diverso colore della pelle, piuttosto che darsi da fare per risolvere i problemi della linea Mortara Milano. Infine: ci sono immigrati in cerca di asilo anche nella nostra città. Se non trovano lavoro e si vedono in giro, una parte dell’opinione pubblica borbotta. Se trovano un lavoro, sfruttato e malpagato come quello del rider, ma comunque un impegno, ebbene vengono messi ostacoli di ogni tipo. Quando si capirà che tutti gli esseri umani hanno pari dignità sarà sempre tardi”.

Luca Degrandi