Abbà chiede al sindaco di rimettere le panchine in piazza Giovanni XXIII: mozione a settembre?

Le vittime predestinate della “paura dell’altro”, almeno a Mortara, sembrano essere soprattutto le... panchine. E il consigliere comunale di minoranza Giuseppe Abbà torna a chiedere il ripristino delle panchine rimosse nel luglio del 2018 dall’area verde di piazza Giovanni XXIII. Lo fa con una nuova mozione, dopo quella presentata e respinta dalla precedente amministrazione, che sarà discussa in comunale probabilmente nel mese di settembre.

“Nel luglio 2018 l’amministrazione comunale dell’epoca aveva tolto sei panchine – ricorda l’esponente del partito della Rifondazione Comunista - da piazza Giovanni XXIII allo scopo dichiarato di togliere la possibilità ai migranti di sostare in quella zona. Ritengo che questo gesto abbia colpito tutti i cittadini in quanto le panchine sono un bene comune e chiunque, indipendentemente dall’etnia, può usufruirne. Già in precedenza le amministrazioni comunali avevano tenuto atteggiamenti simili. La giunta Robecchi aveva già tolto le panchine situate sotto i tigli di piazza Italia, dichiarando che le avrebbero rimesse a fine lavori sulla pavimentazione (cosa mai avvenuta in quanto anche allora il vero scopo era togliere la possibilità di sedersi alle donne migranti che aspettavano l’uscita da scuola dei loro figli), mentre successivamente furono tolte altre panchine sul tratto della ciclopedonale ex raccordo Marzotto”. L’impegno chiesto da Giuseppe Abbà è quindi quello ripristinare immediatamente le panchine tolte in piazza Giovanni XXIII, piazza Italia, presso la pista ciclopedonale e a provvedere ad un piano di ripristino e riparazione delle panchine nelle aree cittadine di verde, svago e riposo.

“Indipendentemente da come la si pensi sull’enorme problema dell’immigrazione, - continua Giuseppe Abbà - non si possono affrontare i problemi con questo metodo, per questo non ho esitato a definire l’episodio una dimostrazione di cattiveria gratuita. Se ci sono persone che si comportano male, indipendentemente dalla nazionalità, all’amministrazione spetta il compito una sorveglianza adeguata. Ma non basta. Serve un’azione pedagogica. Infatti l’immondizia abbandonata in ogni parte della città non appartiene ad una sola etnia”.

Luca Degrandi