Abbà boccia l’idea di Barbieri: “Io presidente dell’assemblea? E' una carica totalmente inutile”

“Un Comune come Mortara non ha bisogno della figura del presidente del consiglio comunale. Propongo all’amministrazione di rinunciare al conferimento di questo incarico in modo da risparmiare anche il pagamento di uno stipendio”. La proposta arriva da Giuseppe Abbà (nella foto), consigliere di opposizione per il Partito della Rifondazione Comunista. In vista della prima convocazione dell’assemblea pubblica, programmata per lunedì 11 luglio a partire dalle 21, Abbà interviene sul dibattito aperto su queste pagine da Marco Barbieri. L’esponente del Partito democratico aveva suggerito pubblicamente il nome di Giuseppe Abbà come prossimo presidente del consiglio comunale. La scelta deve ricadere tra uno dei consiglieri eletti. La nomina avverrà in seguito alla votazione a scrutinio segreto prevista nel corso del primo consiglio comunale.

“Al di là delle parole di apprezzamento pronunciate da Marco Barbieri, per le quali lo ringrazio, è chiaro che anche se, paradossalmente, - commenta Giuseppe Abbà - la maggioranza accettasse questa sua proposta trasversale io non accetterei per almeno due ragioni. Prima di tutto perché sono contrario, per un Comune delle dimensioni di Mortara, alla creazione di una figura come il presidente del consiglio comunale. Il consiglio comunale può tranquillamente essere presieduto dal sindaco, come si faceva una volta. Oltretutto si risparmierebbe uno stipendio per una figura, di fatto, solo ornamentale. In secondo luogo la carica di presidente del consiglio, con una maggioranza alla quale continuerà la nostra opposizione, è in obiettivo contrasto con la possibilità di presentare mozioni, interpellanze, cioè con l’attività di opposizione che intendiamo mandare avanti. Lunedì 11 luglio ci sarà la prima convocazione del nuovo consiglio comunale. Già in quella sede esporremo la nostra visione della città e i principali punti su cui daremo battaglia: ambiente, centro istruzione adulti, recupero del patrimonio immobiliare del Comune, case popolari”.

Luca Degrandi