A oltre un mese dal contagio Don Renato migliora, trasferito martedì nel reparto di riabilitazione

MEDE – Don Renato sta meglio. Salvo imprevisti dell’ultimo minuto, il calvario del parroco di Mede iniziato un mese fa è ormai acqua passata. Il religioso classe 1970 si trova ancora ricoverato all’istituto clinico Beato Matteo di Vigevano, dove era arrivato il 23 marzo per forti problemi respiratori, ma da martedì è stato trasferito in riabilitazione. Don Renato Passoni (nella foto) aveva contratto anche lui il Coronavirus. Per molti giorni le sue condizioni avevano preoccupato e i medici sono stati costretti a intubarlo per permettergli l’afflusso d’ossigeno. Il suo messaggio ai fedeli, ai parrocchiani e agli amici è della fine della scorsa settimana. “Dopo 20 giorni di terapia intensiva – ha scritto il parroco di Mede, Torre Beretti e Frascarolo – questa mattina sono stato trasferito in reparto per iniziare il percorso riabilitativo di tutto il mio corpo. “Non potrò tacere le meraviglie dell’amore del Signore” perché è stato “mia roccia e mio rifugio” e mi ridona vita e speranza. Ho invocato e avvertito la presenza dei santi patroni, dei beati diocesani e del beato Matteo. Ringrazio i miei familiari che mi sono stati vicini in ogni modo provando con me angoscia e speranza, e sarò per sempre grato con tutti voi perché mi avete sostenuto con la preghiera, con qualche sacrificio offerto o fatto per la mia guarigione, per i messaggi con cui avete sostenuto la mia degenza blindata e la stima. Chiedo, però, di non subissarmi di tanti messaggi sapendo che non miglioro di giorno in giorno e che comunque ho ancora bisogno di cure e di tanto, tanto riposo. Non offendetevi se non rispondo alle vostre chiamate, perché mai come ora ho bisogno di risparmiare il fiato…”. Don Renato durante la degenza aveva anche perso l’adorata mamma Giuseppina, senza poterla salutare un’ultima volta.

Davide Maniaci