A Candia danni per più di un milione di euro, Langosco chiede lo stato di calamità naturale

CANDIA – La conta dei danni è quasi drammatica. Candia, il Comune più popoloso colpito dall’alluvione del 2 e 3 ottobre, annovera più di un milione di euro di danni, mentre Langosco ha chiesto lo stato di calamità naturale. La situazione nel paese è testimoniata da una foto: quintali di rifiuti di ogni tipo ammassati presso il cimitero. Non solo oggetti trasportati dalle acque, ma anche divani, mobili, carte di ogni tipo come radiografie, estratti conto, lettere private che erano custodite nelle case o nei seminterrati e che sono state rese inservibili. Cose utili, che scandiscono l’esistenza di tutti, portate via in poche ore e depositate in quello spiazzo, per poi essere smaltite. Lunedì è iniziata la rimozione, con l’aiuto decisivo della Croce Rossa. Sarà molto più difficile cancellare dalla memoria dei residenti quella che rappresenta una vera e propria “piccola catastrofe”. “Perlomeno – dice il sindaco di Langosco, Margherita Tonetti – non ci sono stati morti. Soltanto una signora, che era già costretta in casa sua con l’ossigeno, è stata trasportata in ospedale. Se ci sono colpe? Non lo so, dovremo valutare. Di sicuro qualcosa del genere non era mai successo, non credo che le piogge per quanto forti possano giustificare tutto”. Cambia anche la tappa del Giro d’Italia. Non sarà possibile riqualificare entro giovedì prossimo, il 23 ottobre, la provinciale 596-Diramazione “dei Cairoli” in tempo. Il Sesia aveva letteralmente mangiato parte della carreggiata. Pertanto la diciannovesima tappa della gara ciclistica più esclusiva dello Stivale, da Morbegno ad Asti, non passerà più da lì. La deviazione sarà dalla provinciale 87, che attraversa il Sesia ma sul ponte di Langosco (chiuso durante le fasi critiche ma poi riaperto). Da Caresana, nel Vercellese, e da Villanova Monferrato si tornerà poi a Casale sul percorso già stabilito.

Anche Candia soffre. Domenica 4 ottobre aveva dovuto rimandare il taglio del nastro del museo dedicato a Narciso Cassino. Sarà domenica 25, salvo ulteriori rinvii. Ma non è certo il problema maggiore. “Sono state danneggiate fortemente tre attività produttive – dice il sindaco Stefano Tonetti – tra cui il ristorante Ponte Sesia, che segnala danni per 400 mila euro. Inoltre l’allevamento di galline ovaiole alla fattoria del Giglio, uno dei più grandi della Provincia, ha calcolato 50 mila euro tra animali morti e altri grossi problemi dovuti alla piena. Infine la cava di sabbia, ghiaia e pietrisco. Anche qui si parla di circa 400 mila euro. Non contiamo poi le aziende agricole nella frazione di Terrasa, che sabato 3 ottobre nelle fase più concitate era anche stata evacuata per diverse ore. Non è azzardato contare mezzo milione di euro di perdite. Abbiamo compilato le schede Rasda, quelle di valutazione danni, da inviare alla Regione. Vedremo se sarà possibile riavere indietro qualcosa, tutto o niente. Spero almeno che la provinciale venga ripristinata presto. I lavori sono iniziati alacremente su entrambe le sponde, forse si riuscirà molto prima della fine del 2020”.

Davide Maniaci