25 novembre: Un’occasione per riflettere e per ribadire ancora una volta #NonSeiDaSola

Una giornata speciale, un’occasione per fermarci qualche istante per una riflessione che trascende la politica, ma che ci accomuna tutti, in un impegno comune per prevenire e contrastare un fenomeno che non può più trovare spazio nel nostro contesto sociale. E vorrei ringraziare “L’Informatore Lomellino”, per l’opportunità che mi ha concesso nel trattare in un editoriale questo tema così importante. Il 25 novembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che diventa occasione per ribadire e confermare la volontà di raggiungere obiettivi concreti in termini soprattutto di prevenzione. A partire dall’emanazione della Legge regionale n. 11/2012 Regione Lombardia ha perseguito l’obiettivo di costruire un sistema e una politica regionale per il contrasto della violenza contro le donne strutturata, valorizzando le esperienze e i servizi erogati per le donne vittime di violenza presenti sul territorio. Questi servizi sono stati progressivamente estesi a tutta la Regione, garantendo alle vittime di violenza supporto e protezione in tutte le province lombarde. L’attivazione di un coordinamento regionale ha assicurato, altresì, la governance del sistema così come la qualità e la continuità dei servizi erogati.

Per sostenere il funzionamento del sistema per la protezione e il supporto delle vittime di violenza, Regione Lombardia ha, infatti, definito e consolidato un modello di governance basato sull’attivazione di reti territoriali interistituzionali antiviolenza, un sistema multiagency che riunisce tutti gli attori che entrano in contatto con le donne vittime di violenza e cooperano per fare emergere il fenomeno, accoglierle e metterle in protezione secondo un modello integrato di accesso ai servizi di presa in carico. Questi risultati sono stati il frutto da un lato del cospicuo investimento in termini economici che Regione Lombardia ha sostenuto negli ultimi sette anni, non solo attraverso le risorse nazionali, ma anche mettendone a disposizione di proprie, a dimostrazione della forte volontà politica di agire su un tema così importante come è quello della violenza contro le donne, dall’altro dell’azione dei servizi specializzati, centri antiviolenza e strutture di ospitalità, che in prima linea operano per accogliere e sostenere le vittime nel difficile percorso di uscita dalle situazioni di violenza.

Fondamentale è stato anche il ruolo degli enti locali che, in qualità di capifila delle reti territoriali antiviolenza, si sono adoperati per favorire il raccordo tra tutti i soggetti coinvolti. Ciò ha permesso di costruire, in ogni rete, una “filiera della presa in carico” che, attraverso procedure condivise, ha definito un sistema di intervento in grado di fornire risposte tempestive ai bisogni delle donne e azioni integrate per favorirne l’empowerment socio-economico e il raggiungimento di una piena autonomia. La copertura del 100% del territorio regionale da parte delle reti territoriali antiviolenza raggiunta nel 2018, rappresenta il principale risultato ottenuto, soprattutto se si considera che nel 2013 le reti territoriali antiviolenza ne coprivano solo il 37%. Ciò significa che oggi una donna che subisce violenza ha la possibilità di accedere ai servizi di protezione e sostegno forniti da una rete territoriale, indipendentemente dalla sua residenza. Allo stato attuale sono censite 27 reti territoriali all’interno delle quali operano 50 centri antiviolenza e 118 tra Case rifugio e case di accoglienza convenzionati con gli Enti locali capifila delle reti che beneficiano dei programmi di finanziamento regionali. Regione Lombardia, il 25 febbraio 2020, ha adottato il Piano Quadriennale regionale per le politiche di parità e di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne 2020-2023 che, pur essendo in continuità con il Piano precedente (2015/2018), presenta nelle azioni programmate elementi innovativi relativi al target più ampio di destinatari (le donne vittime di violenza appartenenti a categorie svantaggiate o con particolari fragilità, i minori vittime di violenza e/o testimoni di violenza intra-familiare e orfani di femminicidio). Nel 2020 l’emergenza epidemiologica COVID-19 e la conseguente convivenza forzata indotta da limitazioni di carattere logistico, ha fortemente inciso sull’evoluzione del fenomeno della violenza sulle donne, generando maggiori difficoltà ad accedere ai servizi di assistenza e accoglienza. L’analisi condotta da Polis Lombardia ha evidenziato che tra il mese di marzo e giugno 2020, la Lombardia è stata la regione italiana con il maggior numero di chiamate effettuate al 1522, il 13,4% delle chiamate complessive a livello nazionale, 2055 in totale, raddoppiate (+118,8%) rispetto allo stesso periodo del 2019. Regione Lombardia, intercettando le criticità derivanti dal lockdown, non si è fermata e i centri antiviolenza hanno continuato a garantire reperibilità telefonica e attività di contrasto anche nei mesi più duri.

Al 15 ottobre 2020, secondo i dati registrati nell’Osservatorio Regionale Antiviolenza (ORA), complessivamente le donne prese in carico dai Centri Antiviolenza delle reti territoriali sono state 6.527 di cui 1913 hanno avviato il percorso nel 2020 (in linea con il dato del 2019 che ha visto l’avvio di 1921 prese in carico). Lo scostamento tra i dati rilevati dal 1522 e le prese in carico registrate in ORA deriva dalla contingenza emergenziale che ha obbligato le donne ad un approccio telefonico nelle richieste di aiuto. Nell’anno 2020, sono proseguite le attività avviate nel 2019, in particolare il raccordo con i principali soggetti coinvolti nella prevenzione e nel contrasto della violenza contro le donne, tra cui la Prefettura di Milano, l’Ordine degli Avvocati, l’Ufficio Scolastico Regionale e il Sistema Universitario Lombardo. Sempre nell’anno 2020, a seguito dell’approvazione del Piano Quadriennale 2020-2023, sono state avviate attività innovative che saranno sviluppate nell’arco del 2021 e che vanno ad intercettare i nuovi target individuati dal Piano Quadriennale e, nello specifico, una sperimentazione rivolta a donne minorenni vittime di violenza e minori vittime di violenza assistita, un’iniziativa a favore degli orfani di femminicidio di età non superiore ai 26 anni, un nuovo programma di interventi per il sostegno abitativo, l’inserimento lavorativo e l’accompagnamento alla fuoriuscita dalla violenza e uno specifico piano di formazione regionale delle reti territoriali interistituzionali antiviolenza. In riferimento alla delicata contingenza epidemiologica sono state destinate risorse pari a 200 mila euro per il riconoscimento delle spese sostenute dalle reti antiviolenza nel periodo di emergenza COVID-19 nell’ambito degli interventi di prevenzione e contrasto al fenomeno.

Nella seduta di Consiglio regionale di martedì 24 novembre, ho proposto ai componenti dell’Assemblea di indossare la maglietta che propone la nuova immagine della campagna di comunicazione #NonSeiDaSola, che utilizzeremo per contrassegnare le iniziative a contrasto della violenza contro le donne. E vorrei invitare tutti i lettori a postare sui social, in occasione del 25 novembre, l’immagine istituzionale che troverete sul mio profilo personale e sul sito dedicato di Regione Lombardia, come iniziativa di sensibilizzazione rispetto ad una tematica così importante. Oggi più che mai abbiamo il dovere di stringerci nel comune intento di prevenire ogni forma di violenza, di sostenere con forza il principio secondo cui ogni ragazza, ogni donna, abbia diritto ad una piena realizzazione di sè stessa, il diritto di inseguire i propri sogni e le proprie vocazioni, il diritto di essere libera senza condizionamenti nè violenze, di nessun genere. Come di consueto, se avete proposte, domande o suggerimenti, scrivetemi all’indirizzo: segreteria_famiglia@regione.lombardia.it, sarei molto felice di leggere i vostri messaggi e di rispondervi!

A presto!

Silvia Piani

*Assessore regionale

alle Politiche per la Famiglia,

Genitorialità e Pari Opportunità