12 viaggi al giorno e volontari chiamati a turni massacranti: la Cri in guerra contro il virus

MORTARA - “Siamo in guerra! Ma ce la stiamo mettendo tutta, non posso che ringraziare tutti i volontari e i dipendenti della Croce Rossa”. Le parole sono quelle di Umberto Fosterni, presidente del Comitato locale della Cri, ma la voce è carica di stanchezza. Quasi stremato dopo un’altra settimana in trincea. Non ci sono altri termini per descrivere la situazione attuale. I numeri sono da capogiro. In una settimana, da lunedì a domenica scorsa, 8 marzo, gli equipaggi della Cri hanno svolto 80 viaggi. Circa la metà hanno riguardato sospetti casi di contagio da Coronavirus. In altre parole una quarantina di situazioni di probabile contagio in soli sette giorni. Una media di 12 al giorno. Un ritmo impressionante sostenuto da 10 dipendenti e dai 60 volontari abilitati ai trasporti. Settanta persone che 24 ore su 24 sono pronte ad intervenire indossando tuta protettiva, mascherina, doppio strato di quanti e protezione per gli occhi. Poi, finita la missione, parte tutta la procedura di sanificazione dell’ambulanza e lo smaltimento nei rifiuti speciali delle tute utilizzate. “Siamo veramente allo stremo delle forze – commenta Umberto Fosterni – e il primo pensiero è di estrema gratitudine nei confronti di tutte le persone che stanno dando l’anima per garantire questo servizio. Nessuno, tra volontari e dipendenti, si è tirato indietro. Anzi, se possibile, l’impegno e la dedizione sono ancora maggiore”. Il timore personale, che pure sarebbe un sentimento comprensibile, non è di casa in viale Capettini. Anzi, le preoccupazioni sono ben altre. I problemi principali a cui è necessario far fronte sono due. Infatti a venir meno sono sono le forze fisiche e il materiale. “Per ogni servizio che eseguiamo – spiega Umberto Fosterni – tutto l’equipaggio deve ora essere munito di mascherine e abbigliamento protettivo. Non importa se si tratta di un trauma che nulla ha a che vedere con il virus. Ormai le protezioni vanno utilizzate sempre e comunque. A questo ritmo, con oltre 10 viaggi al giorno effettuati, le nostre scorte si stanno consumando molto velocemente”. Per quanto riguarda gli equipaggi, invece, è stata ammessa una deroga sul numero della loro composizione. In caso di bisogno, da pochi giorni a questa parte, la Croce Rossa può mandare in missione su un’ambulanza solo due persone. Equipaggio ridotto, quindi. A Mortara non è ancora stato necessario, ma se la l’emergenza sanitaria si dovesse prolungare ancora a lungo alcune uscite dovranno necessariamente essere effettuate con un equipaggio di due membri. E non è tutto. I volontari e i dipendenti che hanno trasportato in ambulanza un soggetto poi risultato positivo al virus, dovrebbero essere avvisati. Per il momento non è ancora successo. “E’ l’ultimo dei nostri pensieri – aggiunge Umberto Fosterni – sapere se abbiamo svolto il trasporto di una persona positiva al virus, anche perché operiamo con tutti i dispositivi di protezione individuale. Ecco perché è fondamentale avere un’ampia scorta di tute e mascherine. Soprattutto per questa ragione da lunedì abbiamo promosso una raccolta fondi per raccogliere risorse economiche che saranno interamente utilizzate per acquistare i dispositivi di protezione”.