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MORTARA - La manovra finanziaria del Governo Meloni è al centro delle critiche di Rifondazione comunista a Mortara, che denuncia scelte economiche e sociali fortemente sbilanciate a favore dei grandi capitali e del riarmo militare. Secondo il partito, la legge di bilancio «naviga a vista», senza offrire una visione strategica per il futuro del paese. Le risorse pubbliche vengono in gran parte assorbite dal rimborso del debito, mentre i redditi da lavoro e le fasce sociali più deboli continuano a subire una pressione fiscale significativa. Rifondazione Comunista contesta l’assenza di interventi strutturali sulla redistribuzione della ricchezza: non vengono introdotte tasse sui grandi patrimoni e si privilegiano imprese e settori già economicamente forti. Al contempo, viene denunciato l’aumento della spesa militare e il riarmo, che sottrae risorse vitali a sanità, istruzione e servizi pubblici, aggravando le disuguaglianze.
“Questa manovra è classista - affermano i dirigenti del partito, Giuseppe Abbà e Massimiliano Farrell - perché ignora i bisogni dei più poveri e rafforza i poteri economici già dominanti. Invitiamo i cittadini alla mobilitazione sociale e sindacale, promuovendo azioni di pressione politica e campagne informative su tutto il territorio nazionale".
A Mortara, lo scorso venerdì 14 novembre, la sezione locale del partito ha organizzato un’iniziativa di volantinaggio al mercato cittadino, spiegando ai cittadini le criticità della manovra e l’urgenza di costruire un’alternativa sociale e solidale. L’attività è stata accolta con interesse dai presenti, confermando l’importanza di iniziative di prossimità per portare la voce del partito tra la gente. Rifondazione comunista ribadisce così la propria opposizione alla legge di bilancio e rilancia la necessità di un confronto pubblico sulle priorità sociali ed economiche del paese.