Mortara, l’antica tela di San Dionigi era stata rubata nel 2007: l’Arma l’ha finalmente ritrovata
MORTARA - Ci sono voluti 18 lunghi anni ma, alla fine, il dipinto rubato è “tornato a casa”. È la sezione lomellina dell’associazione Italia Nostra a raccontare questa rocambolesca storia a lieto fine. Un giallo iniziato nel lontano 2007 quando l’associazione avevamo consegnato al Laboratorio di restauro CRD di Lazzate una tela particolarmente bisognosa di un intervento conservativo.
ll dipinto raffigura San Dionigi tra Cristo e la Vergine con il Bambino. Però, proprio durante il periodo di restauro, l’opera venne rubata insieme ad altri dipinti. Da quel momento si persero le tracce del quadro, tanto che anche il suo ricordo iniziava a sbiadirsi.
Poi, grazie al prezioso lavoro dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, nel 2025 la tela è stata recuperata. Ma non è tutto. Il restauro, interrotto bruscamente a causa del furto, è stato quindi portato a termine con successo. “Dopo così tanto tempo avevamo perso la speranza, e quasi anche il ricordo - racconta Giovanni Patrucchi, presidente onorario della sezione locale di Italia Nostra -. Alla riconsegna dell’opera alla Basilica non essendoci in quel momento presente il Parroco essa venne portata in Curia e oggi è provvisoriamente depositata presso il Museo del Tesoro della Cattedrale di Vigevano. La tela riveste una non secondaria importanza nel complesso del patrimonio artistico della Basilica mortarese. Il dipinto fa parte di un nucleo omogeneo di opere assegnate alla mano di un artista che operò nella Basilica nei primi decenni del Seicento in un momento di particolare fervore artistico. A Bartolomeo Roverio o Della Rovere detto il Genovesino sono infatti assegnate 12 tele conservate in San Lorenzo due delle quali, provenienti dalla sconsacrata San Dionigi, delle due una è appunto quella recentemente recuperata. Sono inoltre di questo artista le parti affrescate che ornano le due cappelle di destra della Basilica: la cappella di San Vincenzo Ferrer o del Presepe e la cappella dello Spirito Santo. Durante la recente visita alla Basilica di San Lorenzo e al Museo della Collegiata di San Lorenzo e San Dionigi effettuata lo scorso 9 marzo dalla Dottoressa Benedetta Chiesi, Funzionaria di zona della Soprintendenza ai Beni Artistici della Lombardia, è stato individuato lo spazio idoneo per collocare questo importante recupero che va a completare un insieme di notevole significato per l’arte lombarda del Seicento ed arricchisce il già invidiabile patrimonio d’arte del principale monumento della nostra città”.
Al momento della riconsegna, in assenza del parroco, l’opera è stata portata in curia ed è oggi custodita temporaneamente presso il Museo del Tesoro della Cattedrale di Vigevano.
“La Sezione lomellina di Italia Nostra - conclude - per dare concretezza alla sua azione di tutela del patrimonio artistico del territorio ha nel tempo promosso il restauro di un cospicuo numero di opere d’arte della nostra città. Risale all’ormai lontano 1980 il nostro primo importante recupero, fu la Gloria di Angeli musicanti che Giovan Battista Crespi detto il Cerano affrescò intorno all’immagine della Vergine che allatta il Bambino nella cappella maggiore del Santuario di Madonna del Campo. Ne seguirono tanti altri, quasi uno all’anno e oggi, queste realizzazioni sono tra i fiori all’occhiello della Sezione”.
l.d.