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MORTARA - Una festa patronale, quella del prossimo 3 maggio, che rischia di lasciare tanto amaro in bocca. Di sicuro c’è già tanta delusioni da parte dei commercianti e dei gestori dei locali di via Roma e corso Josti.  Eppure le premesse per replicare il successo della scorsa edizione ci sarebbero state tutte. Presente l’encomiabile sforzo di tanti volontari, con in prima fila il Magistrato delle contrade, e assicurata la preziosa collaborazione di numerosi commercianti. Ma c’è un un “però” grosso come un macigno che ostacola un percorso virtuoso iniziato, tra mille difficoltà e perplessità (di chi giudicava dall’esterno con le mani conserte), nel 2019. Infatti il palazzo Municipale ha eretto un muro di indifferenza, imponendo scelte viabilistiche che smentiscono e quasi cancellano i successi degli ultimi due anni. Ciò che nel 2025 si è potuto fare (chiedere al traffico tutto il centro per dare vita ad eventi e manifestazioni) oggi, a 12 mesi di distanza, viene in gran parte negato delle autorità pubbliche. Via Roma resterà aperta al traffico veicolare. La decisione dell’ente pubblico di ridurre drasticamente l’area pedonale è un duro colpo, alla festa, ai volontari, alle famiglie che vorrebbero vivere la città e al commercio di vicinato. Ci perdono tutti insomma. Il cuore dell’evento, che comunque ci sarà grazie alla dedizione del Magistrato delle contrade, di molte associazioni e dei commercianti, resterà fondamentalmente circoscritto nei pressi di piazza Vittorio Emanuele II. Le altre principali strade del centro cittadino, come corso Cavour e via Roma, rimarranno aperte al traffico veicolare per l’intera giornata.
Ma c’è un “ma”... Ieri, martedì 7 aprile, la delegazione del Magistrato delle Contrade ha incontrato il commissario Giorgio Franco Zanzi per provare a salvare capra e cavoli. Traspare un cauto ottimismo, ma la parola d’ordine sembra essere solo una: prudenza.
“Abbiamo incontrato il commissario e ci riaggiorneremo la prossima settimana, probabilmente il 16 aprile. - illustra Gloria Tarantola, presidente del Magistrato - Non nascondo che è apprezzabile il fatto che il commissario abbia voluto capire per bene le nostre esigenze e le motivazioni che ci spingono ad insistere su questa festa. In fin dei conti è pur sempre la festa patronale... confidiamo di trovare una soluzione che possa accontentare più gente possibile”.
 È evidente che ridurre la festa a un perimetro ristretto significa declassare un evento corale. Gloria Tarantola, presidente del Magistrato delle Contrade, non nasconde l’amarezza per un malcontento che serpeggia tra contradaioli e cittadini. La sfilata sarà, per forza di cose, in “forma ristretta”. 
Ogni contrada potrà schierare meno di dieci persone in abito. La scelta di lasciare aperta al traffico “mezza città” non è stata apprezzata, capita e nemmeno adeguatamente spiegata da chi l’ha presa. Comprensibile il malumore dei commercianti, dei bar e delle attività che insistono su via Roma e corso Josti. Privati del circuito dei festeggiamenti. Emblematica è la posizione presa pubblicamente attraverso le reti sociali da parte di Fiori Bertola, che aveva investito mesi di lavoro per organizzare un evento tematico sui bonsai in fiore proprio in Via Cairoli. “Sono mesi – afferma infatti - che lavoriamo per organizzare un evento sui bonsai in fiore nel nostro negozio per la Festa patronale di Mortara del 3 maggio. Mesi di lavoro vero: telefonate, contatti, hobbisti coinvolti per riempire via Cairoli, organizzazione. Sempre noi a metterci tempo, energie e faccia, per dare un minimo di vita a questa città. E poi arriva l’ennesima decisione calata dall’alto. Si lascia aperta al traffico mezza città, tagliando fuori via Cairoli e gran parte dei negozi del centro della festa. Complimenti davvero. Un risultato imbarazzante. È così che si sostiene il commercio locale? È così che si vuole rilanciare e sostenere una festa importante per la nostra città? È così che si premia chi si impegna concretamente, invece di limitarsi alle solite parole vuote? 
La realtà è che si continua a penalizzare chi prova ancora a fare qualcosa, scoraggiando qualsiasi iniziativa. Noi non siamo comparse e non siamo disposte a lavorare mesi per essere escluse all’ultimo momento. Se via Cairoli resterà aperta al traffico, l’evento non si farà. I miei hobbisti (che ricordo ho sempre contattato io con lavoro di mesi) non ci saranno. E il nostro negozio resterà chiuso tutto il giorno. A queste condizioni non ha alcun senso continuare a impegnarsi per questa città. Ringraziamo il Magistrato delle Contrade per il lavoro che sta portando avanti nel tentativo di rimediare a questa scelta”. Se da una parte c’è il Magistrato delle Contrade e la disponibilità di figure come il parroco don Marco Torti, ringraziato pubblicamente da Gloria Tarantola (nella foto) per la disponibilità che ha sempre dimostrato nei confronti delle contrade, dall’altra resta l’ombra di quello che il Magistrato delle Contrade ha definito un “brutto inciampo”. Gli sforzi degli ultimi anni avevano dato risultati incoraggianti, ma questa battuta d’arresto rischia di vanificare la partecipazione di pubblico e commercianti che si era faticosamente consolidata. Il danno d’immagine e di fiducia è già evidente.

l.d.