Agriparco «Centopertiche», il progetto è ancora fermo: "senza l’ok del municipio non possiamo partire"
MORTARA - La natura, per far crescere un bosco, ha bisogno dei suoi tempi. Decine di anni. Ma anche l’uomo, quando si mette in testa di realizzare un parco, in termini di «lentezza» non scherza. L’idea di partenza, battezzata ufficialmente lo scorso marzo a palazzo Cambieri con la firma di un patto tra sei associazioni, era quella di dare vita in tempi ragionevoli all’agriparco delle 100 pertiche.
Un modo per proteggere la natura, ma anche per contrastare i furbetti del sacchetto dell’immondizia e gli spacciatori che usano le stradine di campagna come base di spaccio. Un parco può fare tutto questo? Forse sì. Almeno lo credono i promotori dell’iniziativa. Ma, al momento, non c’è modo di sapere se l’istituzione di un agriparco possa limitare abbandoni e spaccio. Infatti, a distanza di mesi, il progetto è ancora sospeso nel limbo. Tra tanta buona volontà dei promotori e i tempi della politica. In mezzo ci sono stati, per l’ente pubblico, anche mesi di commissariamento e un doppio turno di consultazioni elettorali.
“Siamo ancora fermi a un anno fa - descrive la situazione Andrea Olivelli con una punta di amarezza -. Ho bisogno dell’amministrazione comunale, è inutile girarci intorno. Abbiamo già intavolato un discorso e ci vedremo per spiegare di nuovo tutto il progetto ai nuovi arrivati”. Il via libera all’agriparco è una delle eredità lasciate dal compianto sindaco Ettore Gerosa, tragicamente scomparso nel 2025. La gestione dell’area non sarà affidata a un ufficio comunale, ma a un’Associazione di promozione sociale (Aps) indicata dalla maggioranza dei proprietari dei fondi. Attraverso le associazione sarà creato un gruppo di lavoro composto da un massimo di 3 membri delle associazioni e 3 rappresentanti dei proprietari".
Questa composizione «3+3» garantirà un equilibrio di potere tra chi gestisce l’aera verde e chi detiene la proprietà dei terreni. Lo scopo non è quello di creare una sorta di museo, immobile e immutabile, a cielo aperto. L’Agriparco è un organismo «vivo», che genera valore attraverso la cultura del paesaggio.
“Io sono ancora qui che aspetto il famoso blocchetto - prosegue Andrea Olivelli – cioè il cartello per il divieto di transito veicolare per i non autorizzati. Se non chiudiamo gli accessi ai furgoni che vengono a scaricare abusivamente, non partiamo e lasciamo che le strade vicinali di quella zona si riempiano di rifiuti abbandonati”.
L’obiettivo delle 6 associazioni (il Nido del Martin, Oltre l’Acquisto, il Bosco della Merlata, gli Amici del Cammino, l’associazione culturale il Villaggio di Esteban, Sant’Albino e la Francigena) è quello di far convivere i proprietari dei terreni ricompresi nell’area del parco con chi vuole passeggiare lontano dal rumore dei motori. Ci deve passare il trattore dell’agricoltore e la macchina di chi abita dentro le Centopertiche, ma nessun altro alla guida di un mezzo a motore. Anche perché l’area ingloba una parte della Via Francigena e questo permetterebbe di valorizzare il turismo lento. La nuova amministrazione è subito chiamata in causa. Non c’è solo da mettere i cartelli stradali che delimiteranno il parco delle 100 pertiche, ma è anche necessario ricostituire la Consulta ambientale del Comune. L’iter prevede che ogni associazione del territorio mandi i propri nomi, massimo due per sigla, per ricostituire l’organo che poi eleggerà il suo presidente. La Consulta non ha poteri vincolanti.
“Non c’è una data di scadenza fissa - conclude Andrea Olivelli - ma spero che l’amministrazione metta in pista la nuova consulta subito dopo l’estate, in autunno”.
Luca Degrandi