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In Lomellina ci sono due nuovi alberi monumentali: si tratta di un cedro del Libano a Dorno e di un castagno a Cilavegna. I due alberi sono stati inseriti dal ministero dell’Agricoltura nell’Elenco ufficiale istituito dalla legge 10 del 2013, che tutela questi alberi proteggendoli da tagli o danni. Il merito va alle Guardie ecologiche volontarie (Gev) della provincia di Pavia, che in passato avevano già segnalato il cedro del Libano di Cassolnovo, noto come «il cedro del Manzoni» oggi situato nel giardino della casa di riposo Lavatelli, e il platano di Scaldasole, lungo l’antica strada romana nota come Via delle Gallie in direzione Alagna. Fra i nuovi ventotto alberi riconosciuti come monumentali dal ministero e, a cascata, dalla Regione ci sono il castagno di Cilavegna, in un terreno privato in località Oliva, e il cedro del Libano di Dorno, in via Papa Giovanni XXIII.
“E siamo già al lavoro – chiariscono le Guardie ecologiche – per i cipressi della palude vicino alla chiesa di San Giorgio, sempre a Cassolnovo, e per un pioppo vicino al cimitero di Zeme, per cui aspettiamo il via libera dal Comune. Ci piace pensare a questi alberi come a nonni saggi che hanno visto passare la storia sotto le loro fronde: noi ci prendiamo cura di loro. Chiunque conosca un albero speciale nella zona di residenza che merita di essere valorizzato, può segnalarcelo: ogni albero monumentale che scopriamo insieme è un pezzo di storia in più che riusciamo a proteggere”.
Un albero monumentale è un albero di eccezionale valore che si distingue per età, dimensioni (come il tronco o l’altezza), forma o rarità botanica. Può essere legato anche a eventi storici o leggende locali. Oltre a quelli di Cassolnovo e di Scaldasole, in provincia di Pavia ci sono gli alberi monumentali di Chignolo, Cura Carpignano, Montebello della Battaglia, Parona, Pavia (Orto botanico), Ponte Nizza, Redavalle, Rognano, Santa Cristina, Voghera (pioppo di Campo ferro e platano fra via Matteotti e piazzale Marconi) e Zinasco (Sairano, Cascinina e Cascina Isolone). Il censimento annuale viene effettuato a partire dalle segnalazioni inoltrate dagli enti e dalle associazioni, che vengono dapprima esaminate dalla Regione, con il supporto dei carabinieri forestali, e poi trasmesse a Roma. “Oltre a essere un patrimonio dal punto di vista naturalistico e paesaggistico – commenta l’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi – molte di queste piante sono state testimoni silenziose della storia; sotto la loro ombra protettiva hanno trovato riparo intere generazioni di lombardi. A fronte di questo, chi amministra ha la responsabilità di valorizzare e tutelare queste autentiche gemme del territorio, preziose custodi di tradizioni, identità e memoria”.

Umberto De Agostino