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MORTARA - Il progetto «100 Pertiche» e la sfida per la tutela e la valorizzazione della biodiversità a Mortara. In un paesaggio fatto di fiumi, canali e dossi nasce un angolo di paradiso naturale di seicento pertiche. L’ufficializzazione del «Patto verde» per la nascita e la gestione del nuovo agriparco è stato sancita sabato scorso, 28 marzo, a palazzo Cambieri. In quell’occasione l’associazione Il Nido del Martin, presieduto da Andrea Olivelli, e altri cinque sodalizi hanno sottoscritto l’accordo di programma per la fruizione e gestione del nuovo polmone verde della Lomellina. 
A partecipare, oltre ai rappresentanti del Nido del Martin, Andrea Olivelli e Federica Rufo, anche le associazione Oltre l’Acquisto, il Bosco della Merlata, gli Amici del Cammino, l’associazione culturale il Villaggio di Esteban, Sant’Albino e la Francigena. Tutti assieme hanno stretto un accordo che rappresenta anche una scelta strategica, volta alla valorizzazione del territorio. 
“L’idea – spiega Andrea Olivelli – è nata nel 2023, quando rivestivo il ruolo di assessore. In quel periodo diversi agricoltori, le cui proprietà insistono sull’area delle 100 pertiche, mi avevano chiesto di fare qualcosa per limitare gli abbandoni selvaggi di rifiuto nelle campagne. Inoltre lamentavano la presenza di auto sospette, in sosta nelle strade vicinali, che probabilmente servivano come base per il piccolo spaccio di droga. Il sistema per arginare questa criticità è poi diventato un’opportunità. Invece di interdire con delle sbarre il passaggio e l’ingresso alle strade di campagna, in accordo con i proprietari e i conduttori dei terreni, abbiamo pensato di creare un agriparco. Grazie all’accordo sottoscritto sabato scorso, le associazioni coinvolte si impegnano alla realizzazione di una serie di buone pratiche che permetteranno di dare anima e cuore ad un progetto che non vuole rimanere solo sulla carta. Ovviamente siamo aperti alla partecipazione di tutte quelle associazione che vorranno dare una mano per la realizzazione di eventi, laboratori, visite guidate e attività di educazione ambientale. Ci impegniamo nella manutenzione leggera e per il miglioramento ecologico dell’area. La promozione dell’agricoltura sostenibile e delle filiere locali è uno dei nostri obiettivi, assieme alla valorizzazione della biodiversità e alla tutela delle specie faunistiche e floristiche. Anche la comunicazione e la sensibilizzazione della cittadinanza sui temi della sostenibilità rappresenta un tema importante per diffondere un modo diverso e più consapevole di intendere e vivere il territorio”.
La consapevolezza deve generare responsabilità. Ogni nostra scelta quotidiana, dal recupero degli scarti alla promozione di grandi riqualificazioni territoriali, concorre a determinare l’equilibrio di un sistema globale ed interconnesso. La sfida lanciata dall’iniziativa della creazione dell’agriparco delle «100 Pertiche» non è altro che la traduzione pratica di questa nuova coscienza ecologica. Il tutto accompagnato da un progetto tecnico firmato dall’agronomo Paolo Delfrate che ha elaborato una riqualificazione ambientale strutturale volta a ricomporre l’ecomosaico della pianura padana, frammentato da decenni di agricoltura intensiva. L’obiettivo è ricostruire le funzioni ecologiche del territorio operando localmente sui singoli elementi costitutivi. 
“La natura – ha detto nel corso del convegno Federica Rufo - è stata la mia prima scoperta meravigliosa, sono cresciuta qui a Mortara ed ho avuto la fortuna di passare molto tempo con i miei nonni che mi hanno insegnato il valore della natura, la passione per le piante del giardino e dell’orto e la bellezza della campagna attorno a noi. Mi hanno insegnato ad osservare le piante, a riconoscerle e a rispettarle insieme a tutto il mondo animale che vive attorno ad esse. Sono cresciuta in questo ambiente rurale, circondata da campi, alberi, grandi cieli e acqua, fiumi e canali ma anche in estate specchi a quadretti come le nostre risaie. Vivere così vicino alla natura mi ha insegnato il rispetto, l’ascolto e la gratitudine, ha modellato la mia sensibilità ed il modo in cui vedo il mondo. Quando ti senti così affascinato dalla natura e senti di essere un tutt’uno con essa, ti rendi per forza conto che l’unica vera ricchezza che abbiamo è la vita. Tutti noi abbiamo bisogno delle piante, dei boschi e delle foreste, e tutti noi abbiamo bisogno di acqua, noi dipendiamo fortemente dalle piante per tutto quello che facciamo ogni giorno e per la nostra stessa sopravvivenza, ma a volte non ce ne rendiamo conto. Se pesassimo tutta la vita che c’è sulla terra, ci renderemmo conto che noi animali rappresentiamo solo lo 0,3 per cento e noi uomini addirittura solo lo 0,01 per cento, mentre le piante rappresentano ben l’87 per cento della vita di questo pianeta”. L’associazione «Il Nido del Martin», ente capofila del progetto, si occuperà del coordinamento generale, della gestione dei rapporti istituzionali e del controllo delle disposizioni di tutela. La promozione della sostenibilità e il supporto alle attività operative di volontariato competano all’associazione Oltre l’Acquisto, mente della valorizzazione turistica e ricettiva se ne occuperà l’associazione Sant’Albino e la Francigena. Gli Amici del Cammino avranno il compito della promozione della fruizione lenta, sportiva e del benessere fisico all’aperto. Infine il Bosco della Merlata e l’associazione il Villaggio di Esteban si dedicheranno all’educazione ambientale, inclusione sociale e attività laboratoriali per la cittadinanza.
“Vogliamo – conclude Federica Rufo - lavorare al fianco delle comunità locali, delle altre associazioni, coinvolgendo anche le scuole e le istituzioni pubbliche perché crediamo che piantare un albero non sia solo un gesto ambientale, ma che sia un gesto soprattutto culturale, un modo per educare, che serve a generare consapevolezza e a creare responsabilità e cura. Cercheremo di creare quindi un rapporto più profondo con l’ambiente che sia duraturo incoraggiando le nuove generazioni a vedere la natura non come un qualcosa di separato ma come un qualcosa a cui loro appartengono. Queste azioni possono sembrare semplici ma fanno parte di una visione più grande atta a ristabilire un equilibrio tra gli spazi umani ed i sistemi naturali. E per ricordare a tutti che anche nelle nostre città la natura può ritrovare i suoi spazi se noi le diamo modo di attecchire”.

Luca Degrandi