Quattro consulenze attese entro agosto: la Procura prepara le scelte su Sempio
GARLASCO – Quattro nuovi elaborati tecnici attesi entro la fine di agosto e una scadenza, quella del 28 settembre, destinata a segnare il prossimo passaggio dell’inchiesta. È su questo doppio binario che si muove il procedimento per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.
Andrea Sempio resta l’unico indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. Non è imputato e deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva. L’avviso di conclusione delle indagini notificato a maggio non equivale infatti a una richiesta di processo.
Le quattro relazioni attese
L’indicazione più recente arriva da un servizio del Tg1 diffuso sabato 1° agosto. Secondo l’anticipazione giornalistica, entro la fine del mese la Procura di Pavia dovrebbe acquisire quattro consulenze: una sulle tracce genetiche rinvenute sulle unghie di Chiara; una sulle impronte di calzature repertate nella villetta; un approfondimento sulla compatibilità fra il piede di Sempio e una delle impronte; infine la valutazione psichiatrica affidata al professor Roberto Catanesi. Nelle fonti consultate non emerge una distinta nuova relazione dedicata genericamente alla ricostruzione complessiva della scena del crimine.
La previsione di un deposito entro agosto non deriva da una nuova comunicazione pubblica della Procura e deve quindi essere trattata con cautela. Era stata invece ufficialmente confermata, alla fine di maggio, la decisione di svolgere accertamenti integrativi dopo il deposito delle consulenze della difesa.
Catanesi è stato incaricato di esaminare, sulla base della documentazione disponibile, le condizioni psichiche dell’indagato, la capacità di intendere e di volere all’epoca dei fatti, l’eventuale presenza di disturbi e la possibile pericolosità sociale. Agli altri consulenti dell’accusa è stato chiesto di verificare il rigore scientifico delle conclusioni presentate dalla difesa.
Un’indagine ancora aperta
Il 7 maggio la Procura aveva notificato a Sempio l’avviso di conclusione delle indagini. L’atto previsto dall’articolo 415-bis del Codice di procedura penale permette all’indagato di conoscere il fascicolo, depositare memorie e consulenze, chiedere di essere interrogato e sollecitare nuovi accertamenti.
Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia hanno risposto con cinque relazioni tecniche e una memoria difensiva, contestando che gli elementi raccolti dimostrino la presenza del loro assistito nella villetta di via Pascoli al momento del delitto. Le analisi riguardano, fra gli altri aspetti, la causa e l’orario della morte, le impronte di scarpe, le caratteristiche fisiche dell’aggressore e alcuni contenuti delle intercettazioni.
Dopo quei depositi il procuratore Fabio Napoleone ha disposto ulteriori verifiche, precisando che il nuovo termine delle indagini preliminari scadrà il 28 settembre 2026. Entro quella data i pubblici ministeri potranno completare il fascicolo. Successivamente dovranno decidere se chiedere il rinvio a giudizio oppure assumere una diversa determinazione. A oggi non risulta presentata una richiesta di rinvio a giudizio e non è stata fissata alcuna udienza preliminare.
Dna, impronta 33 e tesi dell’accusa
Nell’avviso di conclusione delle indagini la Procura attribuisce a Sempio l’uccisione di Chiara e ipotizza che l’aggressione sia seguita al rifiuto di un approccio sessuale. Secondo la ricostruzione accusatoria, il giovane avrebbe agito da solo. La difesa contesta integralmente questa ricostruzione.
Fra gli elementi richiamati dagli inquirenti figurano il materiale genetico maschile recuperato dalle unghie della vittima, la palmare numero 33 rilevata sul muro delle scale della cantina, le impronte di scarpe, l’assenza di un alibi ritenuto verificabile, alcune telefonate precedenti al delitto e passaggi delle intercettazioni ambientali.
Il valore scientifico di questi dati resta però oggetto di un duro confronto. La perizia svolta nell’incidente probatorio ha indicato una compatibilità statistica del profilo genetico maschile con la linea paterna della famiglia Sempio. Il risultato, tuttavia, non identifica in maniera individuale una persona e non consente di stabilire con certezza quando, come e in quale precisa posizione il materiale sia stato depositato.
Sulla palmare 33 le conclusioni sono opposte. I consulenti della Procura ritengono di poterla attribuire a Sempio sulla base di quindici minuzie coincidenti; i tecnici della difesa e quelli della famiglia Poggi contestano il numero e la qualità dei punti utilizzati per il confronto.
Le posizioni delle parti
La famiglia Poggi continua a ritenere corretta la condanna definitiva di Alberto Stasi e considera Andrea Sempio estraneo all’omicidio. È una posizione opposta alla ricostruzione della Procura di Pavia, che nel nuovo fascicolo indica invece Sempio come autore unico del delitto.
La difesa dell’indagato sostiene che le proprie consulenze abbiano indebolito i principali elementi accusatori e ha criticato la decisione di disporre una valutazione psichiatrica. Sempio ha sempre ribadito la propria innocenza.
Le relazioni dell’accusa e della difesa rimangono consulenze di parte. Il loro significato dovrà essere valutato dal pubblico ministero e, qualora si arrivi a processo, dai giudici nel contraddittorio fra le parti. Una ricostruzione non diventa una prova soltanto perché viene discussa in televisione.
Il confronto in televisione del 3 agosto
Lunedì sera, 3 agosto, “Zona Bianca” ha dedicato tre segmenti al caso: il cosiddetto giallo dell’Estathé e dei rifiuti rinvenuti nella villetta, il possibile significato dell’impronta 33 e il confronto fra il genetista Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, e Pasquale Linarello, consulente di Alberto Stasi.
La trasmissione ha riproposto interrogativi sulla confezione della bevanda e sul brick recuperato nella spazzatura, oltre alle differenti letture di impronta e Dna. Si tratta di argomenti discussi in studio e non di nuovi accertamenti formalmente comunicati dalla Procura. Mediaset presenta inoltre l’impronta 33 come uno degli elementi centrali della ricostruzione accusatoria, senza che ciò risolva il contrasto fra i consulenti.
Nella stessa serata, durante “Filorosso”, l’avvocato Antonio De Rensis ha sostenuto che settembre potrebbe portare nuovi elementi utili alla difesa di Stasi. Il legale ha precisato di non voler assumere il ruolo di accusatore di Sempio e ha criticato il trattamento che, a suo giudizio, sarebbe stato riservato a Stasi durante le prime indagini del 2007.
Il professor Mario Felici ha illustrato una sovrapposizione fotografica fra una traccia dalla forma a “V” e la suola delle scarpe Lacoste attribuite a Stasi, ipotizzando che un’eventuale conferma possa incidere su uno degli elementi utilizzati per la condanna. Luciano Garofano ha invece richiamato i limiti di un’analisi effettuata sulle fotografie e non direttamente sui reperti originali.
Stasi e il percorso verso la revisione
Alberto Stasi resta l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Dal giugno scorso sta terminando di espiare la pena in affidamento in prova ai servizi sociali: una misura alternativa che non modifica né annulla la sentenza.
I suoi difensori, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, stanno preparando una nuova istanza di revisione. Parallelamente, la Procura di Pavia ha trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano, sollecitando una valutazione sulla possibilità di promuovere la revisione della condanna. Al momento non risulta pubblicamente depositata una nuova domanda davanti alla Corte d’appello di Brescia.
La revisione è un procedimento straordinario e autonomo rispetto all’inchiesta pavese. La richiesta deve indicare le nuove prove ritenute incompatibili con la condanna e deve superare un primo giudizio di ammissibilità. Soltanto una decisione favorevole dei giudici potrebbe rimuovere il giudicato: la nuova indagine su Sempio, da sola, non cancella automaticamente la condanna di Stasi.
Alla vigilia del diciannovesimo anniversario dell’omicidio, il rischio è che il moltiplicarsi di perizie, indiscrezioni e confronti televisivi finisca per oscurare ancora una volta Chiara Poggi. Il passaggio decisivo arriverà dagli atti, dalla loro verificabilità scientifica e dalle decisioni dell’autorità giudiziaria. Agosto potrebbe completare il quadro tecnico; settembre chiarirà se la Procura intenderà portare l’accusa nei confronti di Andrea Sempio davanti a un giudice.
Le prossime tappe
Entro la fine di agosto: secondo l’anticipazione del Tg1, sono attese le quattro consulenze integrative su Dna, impronte di calzature, compatibilità del piede e profilo psichiatrico. Non è stato comunicato un calendario ufficiale dei depositi.
28 settembre 2026: scadenza indicata dalla Procura per il completamento delle indagini preliminari integrative.
Dopo il 28 settembre: la Procura potrà valutare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio di Andrea Sempio. Soltanto con tale richiesta Sempio assumerebbe formalmente la qualità di imputato.
Senza una data pubblica: il possibile deposito della nuova istanza di revisione per Alberto Stasi e la decisione della Procura generale di Milano sull’eventuale iniziativa autonoma.
Le informazioni giudiziarie andranno ricontrollate prima della chiusura dell’edizione di mercoledì 5 agosto, nel caso intervengano nuovi atti nel pomeriggio o nella serata del 4 agosto.