Fermato a Garlasco, ci ricasca a Mortara: confiscata l’auto svizzera
MORTARA - Il venerdì del cosiddetto «sequestro atipico» dell’automobile (svizzera) a Garlasco. Poi, a sole 12 ore di distanza, in barba ai divieti, l’autista si è fatto di nuovo «beccare», questa volta a Mortara, dagli stessi agenti. Che lo riconoscono e lo fermano. E scatta la confisca definitiva del veicolo. Con precisione… svizzera. Tutto è iniziato venerdì notte a Garlasco. La pattuglia, composta da un agente del comando di palazzo Cambieri che stava svolgendo un servizio «a scavalco», aveva fermato per un normale controllo una vettura con targa svizzera. Alla guida c’era un uomo residente a Mortara. L’auto risultava intestata alla zia del conducente, che vive in Italia da più di tre mesi. Periodo dopo il quale scattano le prescrizioni dell’articolo 93 bis del Codice della strada. Chi viola il 93 bis subisce il cosiddetto «sequestro atipico» e il ritirano la carta di circolazione. Tuttavia il veicolo viene affidato al conducente che non può più girare. A quel punto ci sono solo due alternative. L’automobile può essere immatricolata in Italia, in modo da poter tornare a circolare regolarmente. Oppure viene trasportata in Svizzera, dove potrà essere usata regolarmente. Infine c’è la terza via. Quella di fregarsene, infrangere le regole e sperare di non essere beccati. D’altra parte, potrebbe pensare qualcuno, siamo in Italia, mica in Svizzera. Cosa che puntualmente deve aver pensato l’umo che il giorno dopo, sabato 24 luglio, è tornato al volante dell’automobile. Lo stesso agente, stavolta in servizio a Mortara, ha però notato l’auto, la stessa che aveva fermato il giorno prima, transitargli davanti come se niente fosse. Altro alt, altra contestazione, ma stavolta per violazione dell’articolo 213 per circolazione con mezzo sotto sequestro. La conseguenza è stata inevitabile. la macchina è finita sul carro attrezzi e confiscata.
Luca Degrandi