Rapina in gioielleria a Dorno, salgono a otto i componenti della banda
DORNO - Sono in tutto otto le persone che, a vario titolo, sono ritenute responsabili della rapina a mano armata alla gioielleria Cremona di Dorno dello scorso 15 febbraio. Con l’ultima operazione dei carabinieri di Garlasco avvenuta lo scorso 31 dicembre, sono stati arrestati due uomini, che si aggiungono ai sei già deferiti in precedenza. Si tratta di un pregiudicato classe 1959 (P.M.) di Catania e di un suo coetaneo di Paola, (F.N.) senza fissa dimora, pluripregiudicato già recluso presso la casa circondariale di Pavia. Gli altri autori del colpo da 57mila euro sono un uomo nato nel 1969, ritenuto il secondo rapinatore e altre cinque persone classe 1955 (F.L.), 1964 (G.L.), 1972 (V.T.), 1978 (G.S.) e 1997 (F.G.V.).
L’attività investigativa era iniziata lo scorso 15 febbraio a seguito della denuncia presentata da una coppia di coniugi, titolari della gioielleria Cremona di Dorno. Alle ore 18 e 15 circa, P.M., insieme ad altro soggetto al momento non colpito da misure, travisati con parrucche e berretto, erano entrati all’interno della gioielleria, fingendo di essere clienti interessati all’acquisto di un orologio. Improvvisamente P.M. ha estratto una pistola a tamburo e minacciato i titolari del negozio, costringendo quest’ultimi a consegnare orologi rolex e vari preziosi, per un valore ammontante a circa 57mila euro.
Nonostante la paura e tensione del momento, il titolare ha tentato di reagire, provando a disarmare l’uomo, dando vita ad una colluttazione ma è stato buttato a terra e preso a calci; mentre il secondo uomo bloccava la moglie della vittima per evitare un suo intervento in difesa del coniuge. Successivamente anche la donna è stata aggredita dai due, riportando lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. Subito dopo i due si sono dileguati con la refurtiva a bordo di un’autovettura dove ad attenderli c’era F.N. I successivi accertamenti del personale della Stazione di Garlasco, oltre a permettere di risalire all’identità dei due soggetti destinatari della misura cautelare, hanno consentito di accertare il coinvolgimento, a vario titolo, delle altre sei persone, attualmente solo deferite in stato di libertà. Al presunto secondo rapinatore Z.S., nel corso delle attività, si è proceduto al prelievo del campione salivare per la successiva comparazione con le tracce biologiche rinvenute e repertate nel corso del sopralluogo effettuato presso la gioielleria subito dopo l’evento delittuoso. Inoltre, al termine delle formalità di rito, il catanese P.M. è stato associato presso la casa circondariale di Catania Piazza Lanza.
Riccardo Carena