Non rispetta l’obbligo di dimora, preso a Mortara: è l’uomo che aveva aggredito la soccorritrice della Croce Rossa
MORTARA – Non poteva lasciare la sua dimora, ad Albonese. Invece è stato sorpreso a Mortara. Ancora. Lunedì scorso, durante una attività di presidio del controllo del territorio con carabinieri, polizia e vigili, le Forze dell’ordine hanno individuato dalle parti di contrada San Lorenzo un 18enne nordafricano “noto”. Il giovane egiziano è stato poi raggiunto e acciuffato dai carabinieri della stazione di Mortara all’incrocio tra corso Garibaldi e contrada San Giovanni Battista. È successo poco dopo le 16 di lunedì 17 novembre. Il 18enne non aveva rispettato l’obbligo di dimora così è stato nuovamente arrestato e condotto in caserma.
L’immigrato altri non era che il responsabile dei disordini dello scorso 11 ottobre culminati con l’aggressione ad una soccorritrice della Croce Rossa di Mortara. Per questi motivi si era guadagnato l’obbligo di restare presso la sua abitazione ad Albonese.
Ormai un mese fa aveva seminato il caos in centro città. Tutto era iniziato poco dopo le 14 di quel sabato 11 ottobre, quando una pattuglia della Polizia locale era intervenuta in contrada San Lorenzo. Al comando di palazzo Cambieri era arrivata una richiesta di intervento per sedare una rissa. La segnalazione parlava di soggetti violenti e di bottiglie di vetro usate come armi d’offesa. La solita incresciosa scena da far west.
Arrivati sul posto, in contrada San Lorenzo, gli agenti hanno dovuto fare i conti con un unico giovane in evidente stato di alterazione e con una ferita sanguinante al piede. Impossibile calmare il soggetto, sempre più agitato e aggressivo. Il 18enne egiziano era stato anche identificato da alcuni testimoni come il protagonista del tentato furto di un monopattino, avvenuto nei pressi di corso Cavour pochi minuti prima.
Constatata l’impossibilità di riportare alla ragione il 18enne, gli agenti hanno chiesto l’intervento dei rinforzi. Sul posto sono successivamente arrivate tre pattuglie dei carabinieri, un seconda pattuglia della Polizia Locale e un mezzo di soccorso della Croce Rossa di Mortara allertata per dare le prime cure al ragazzo sanguinante.
Nei concitati momenti, invece di calmarsi, l’egiziano ha dato ulteriormente in escandescenza, costringendo gli agenti all’uso dello spray urticante.
Nel frattempo sul luogo era arrivata anche l’ambulanza.
La soccorritrice si è chinata verso l’uomo, seduto su un gradino, per verificare le condizioni degli occhi.
Ed è in quel momento che, senza alcun apparente motivo, la ragazza è stata colpita violentemente al volto da un calcio. A quel punto l’autore dell’inqualificabile gesto è stato arrestato e trasportato in caserma dove ha trascorso la notte di sabato e quella di domenica.
In sintesi: arrestato il sabato, trattenuto in caserma nel fine settimana con vitto e alloggio, e rilasciato nel primissimo pomeriggio di lunedì 13 ottobre, subito dopo il processo per direttissima dove si era guadagnato l’obbligo di dimora e il divieto di uscire nelle ore notturne. Era prevedibile come la pioggia a Londra che il giovane non rispettasse l’obbligo. Gli allibratori non avrebbero neanche quotato la scommessa relativa ad una sua fuitina… che si è puntualmente verificata. A Mortara, s’intende. E dove? In contrada San Lorenzo, quella strada a due passi da piazza Dughera e dal palazzo Municipale, dove negli ultimi mesi il concetto di legalità è astratto come un quadro di Mondrian.
Ma non solo! Il nordafricano era tra i responsabili degli eventi violenti consumati tra corso Piave e piazza Italia lo scorso 18 settembre. Due mesi fa l’agitata notte mortarese a due passi da corso Garibaldi: prima l’alterco, poi la rissa e quindi le coltellate. Ferito un 26enne: il ragazzo era stato colpito da tre coltellate: una sul braccio e una all’altezza del femore, non pericolose. Il terzo fendente lo avrebbe colpito nella zona intercostale.
Sta di fatto che lunedì scorso, 10 novembre, il giovane è stato portato in caserma e da qui è stato rilasciato nel tardo pomeriggio. Il magistrato ha indicato la pena: una bella denuncia a piede libero.
È facile immaginare quanto questo possa fregare al delinquente egiziano. Niente. Ma evidentemente poco importava anche al magistrato… Ai mortaresi, forse, interessa un po’ di più.