Gropello, ennesimo furto a motociclisti stranieri: nel mirino dei soliti ladri due centauri elvetici
GROPELLO – Non si ferma la piaga dei furti mirati, quelli ai danni dei motociclisti che arrivano su tutta Europa per girare sui circuiti di Ottobiano e Dorno. L’ennesimo episodio risale a venerdì sera. I due centauri svizzeri, dopo una giornata di prove sulla loro motocicletta marca Ktm da enduro di cilindrata 450, si sono fermati a mangiare una pizza a Gropello. La moto era stata lasciata sul carrello trainato dall’auto, ma qui non siamo in Svizzera e all’uscita (ore 21, circa), l’amara sorpresa: la due ruote non c’era più. Si pensa a una banda, che in pochissimo tempo e senza essere vista l’ha caricata su un altro veicolo e si è dileguata. I carabinieri si avvarranno delle telecamere di sorveglianza della zona.
Prima di questo, l’ultimo episodio criminale di questa lunga (e fitta) serie risale alla fine di maggio. I due francesi avevano provato sul circuito di Dorno. Poi sono andati a Garlasco a mangiare in pizzeria. Al ritorno, le Ktm 250 erano sparite. Magra consolazione: per una volta il furgone era stato lasciato lì, soltanto aperto e non acceso forse per la fretta di fuggire, vista la zona trafficata. Tutte le moto non erano targate, poiché usate solo in piste sportive e autorizzate. I furgoni, se rubati, vengono poi fatti ritrovare in campagna. Le moto sono perse per sempre. Vengono poi probabilmente smontate per vendere i pezzi di ricambio, comunque costosi, sul mercato nero, o (ma sembra molto più complicato) “piazzate” all’estero. La lista dei furti, come si diceva, è lunga, e comprende solo gli episodi denunciati. A febbraio a Gropello il centauro belga alloggiava in un motel. I ladri sono riusciti a far partire il furgone posteggiato sul piazzale e a fuggire. Lui se n’è accorto e grazie al gps e ai carabinieri li ha seguiti. Mezzo pesante ritrovato a 20 chilometri di distanza, motociclette da cross sparite. Ancora, ottobre 2024, sempre a Gropello: i turisti francesi pedinati dalla pista fino al ristorante, l’azione fulminea e a colpo sicuro, il furgone e le moto costosissime sparite. Poche settimane prima, modus operandi identico nei confronti di un motociclista romano, sempre durante la cena. E così via. I ristoratori della zona avevano anche lanciato un appello a una televisione locale, allarmati dalle numerose disdette ricevute dai motociclisti stranieri dopo che si era sparsa la voce della “poca sicurezza” della zona, per i motociclisti. Un indotto importante, messo a rischio da questi furti seriali. Anche dai circuiti sono impotenti. Del resto, le razzie avvengono fuori, in aree dove il casello dell’autostrada Milano – Genova, possibile via di fuga, è a tanto così.