Il giovane fanatico islamico era pronto a combattere per l’Isis, ora è in carcere
Viveva in un paese della Lomellina e da oltre un anno faceva parte di un circuito telematico ramificato in tutto il mondo che propagandava la jihad ed il martirio. È stato il carcere minorile la destinazione di questo ragazzo di origine tunisina, 17enne: l’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nelle prime ore del 4 novembre dal Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri insieme ai militari dei comandi provinciali di Milano e Pavia. In casa aveva diversi manuali che insegnavano a costruire e assemblare esplosivi artigianali: si sospetta che volesse arruolarsi come “foreign fighter” in luoghi di conflitto.
L’indagine è durata un anno ed è partita dai social network. Lì gli inquirenti hanno individuato questa rete di utenti di vari Paesi che diffondevano contenuti multimediali di propaganda jihadista riferiti principalmente all’Isis, lo Stato Islamico.
Lo scopo ultimo era arruolare ragazzini fanatici, come lui. Il giovane arrestato era particolarmente attivo nella propaganda. Oltre a diffondere contenuti multimediali espliciti, promuoveva l’apologia di terroristi islamici e manteneva contatti con figure rilevanti del settore, alcuni già arrestati per i reati di terrorismo e per aver diffuso materiale violento. Lo stesso minore, partecipando attivamente al circuito radicalizzato istigava altri soggetti, tra cui coetanei, a giurare fedeltà allo Stato Islamico seguendo il suo esempio. Nell’ambito della medesima operazione è stata effettuata una perquisizione personale e locale anche nei confronti di una minorenne, di origini egiziane e residente a Milano, inserita nello stesso gruppo radicalizzato operativo sul web.
I reati contestati sono gravi: partecipazione a un’organizzazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere, aggravata dall’utilizzo di strumenti informatici e telematici e relativa a delitti di terrorismo.