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MORTARA – Nasce un problema? Che problema c’è, basta sfoderare il coltello per risolvere la questione. È successo ancora una volta. Mortara, a tratti, appare ingovernabile. Nel pomeriggio di ieri, martedì 4 novembre, verso le 16 e 30, quella che doveva essere una banale lite è degenerata in un accoltellamento. Ormai in città si fa fatica a tenere il conto di questi episodi. 
L’ultimo è avvenuto in contrada San Lorenzo, accanto alla basilica, a cinquanta metri dal municipio. A metà pomeriggio. I protagonisti della lite violenta sono, manco a dirlo, giovani stranieri. E proprio quella zona, negli ultimi mesi, si è popolata di nordafricani.
“Futili motivi” è il termine che si usa in questi casi per indicare i motivi della discussione, perché scrivere “scemenze”, probabilmente, non sta bene. Sta di fatto che la discussione nasce in seguito a insulti personali, legati alla sfera affettiva famigliare. Probabilmente sono stati tirati in ballo i genitori. L’insultato, appare evidente, non ha gradito ed ha… aggredito. Te la prendi con mamma e papà? E io sfodero la lama. Così è partito l’assalto all’arma bianca. La vittima, un giovane di 23 anni, se l’è cavata con un paio di ferite al volto: il ragazzo è stato curato presso il Pronto soccorso dell’ospedale Civile di Vigevano, dove è stato trasportato dall’ambulanza della Croce Rossa di Mortara in codice giallo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Vigevano: in tutto quattro auto dei militari dell’Arma. Il notevole dispiegamento di Forze dell’ordine ha richiamato in quel tratto di strada, praticamente accanto a piazza Monsignor Dughera, un gran numero di mortaresi. La gente non era per nulla incuriosita o sorpresa. I commenti andavano da “Ormai succede un giorno sì e uno no, il prossimo spettacolo sarà giovedì” e ancora c’era chi se la prendeva con le leggi del Paese: “Tanto a questi non fa niente nessuno, – commentava un passante – si sentono forti proprio per questo”. 
La rabbia fa quasi posto ad una desolante rassegnazione. “Come si stava bene a Mortara negli anni Ottanta. – commentava un residente trasferitosi in città proprio quarant’anni fa –  Era una città a misura d’uomo con servizi e tranquillità. Oggi è un vero disastro, bisognerebbe scappare”. 
È il quadro a tinte fosche di una città che, sempre più spesso, sembra non appartenere più ai mortaresi. Quegli stessi mortaresi che arrivano a sentirsi ospiti a casa loro. Succede d’estate, quando le piazza del centro vengono trasformate in bivacchi. Succede d’inverno, quando il buio scende presto e Mortara dimostra di essere più buia di altri centri limitrofi per colpa di una illuminazione pubblica disastrosa. La gente non si sente sicura. 
Le coltellate “note” sono state registrate in stazione, poi ancora tra via Piave e piazza Italia. Poi in piazza del teatro e in corso Garibaldi è andato in scena un far west a colpi di bottiglia. Soltanto per ricordare gli episodi più eclatanti dall’estate in poi. 
Le liti sono all’ordine del giorno. Basti pensare che mentre stava per succedere il fattaccio in contrada San Lorenzo, in via Avico, una perpendicolare, si è consumato un secondo litigio. Qui, secondo una ricostruzione sommaria dei fatti, una ragazza e un ragazzo hanno iniziato a litigare. I due si trovavano verso via Roma e sembra che la ragazza volesse impedire al giovane di recarsi in contrada San Lorenzo per buttarsi nella mischia. C’è anche chi racconta che il gruppo presente vicino la chiesa avesse lanciato cubetti di record, la pavimentazione della strada, verso la coppia intenta a litigare. 
Durante la lite, due giovani si sono nascosti all’interno di uno stabile proprio di via Avico. I ragazzi sono riusciti ad entrare nello stabile e i residenti hanno trovato macchie di sangue lungo la tromba delle scale. Sulle scale è stato trovato anche un giubbotto appartenente a uno dei due. I carabinieri della stazione di Mortara stanno conducendo le primissime indagini, proprio mentre questo giornale va in stampa, per cercare di dare un volto all’aggressore.