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PAVIA – Sono già 380 gli incidenti stradali rilevati in provincia di Pavia nei primi sei mesi del 2026, cinque dei quali con esito mortale. È uno dei dati emersi oggi, giovedì 16 luglio, nel corso della riunione dell’Osservatorio provinciale per il monitoraggio dell’incidentalità stradale, convocata a Palazzo Malaspina e presieduta dal prefetto Francesca De Carlini. All’incontro hanno partecipato il presidente della Provincia, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, rappresentanti di Anas, Motorizzazione civile, i comandanti delle polizie locali di Pavia e Voghera e ben 33 tra sindaci e assessori dei Comuni del territorio.
L’obiettivo condiviso è quello di rafforzare la sicurezza sulle strade attraverso un’azione coordinata che punti contemporaneamente su manutenzione delle infrastrutture, controlli, prevenzione ed educazione stradale. Sul tavolo anche l’aggiornamento del piano per l’installazione degli autovelox fissi nei tratti ritenuti più pericolosi e l’intensificazione dei controlli durante il periodo estivo, quando il traffico sulle arterie provinciali aumenta sensibilmente.
I numeri illustrati durante la riunione mostrano una situazione che richiede particolare attenzione. Dal 1° gennaio al 30 giugno 2026 sono stati registrati 380 incidenti, di cui 5 mortali, con 217 sinistri che hanno provocato feriti, 158 con soli danni, 347 persone ferite e 5 vittime. Si tratta di dati ancora provvisori, ma che rappresentano già oltre un terzo dei 1.022 incidenti rilevati nell’intero 2025, anno conclusosi con 21 incidenti mortali, 910 feriti e 22 decessi. Nel 2024 gli incidenti erano stati 999, con 22 sinistri mortali, mentre nel 2023 erano stati 1.056, con 21 incidenti mortali. Guardando più indietro, il picco del periodo preso in esame resta il 2022 con 1.181 incidenti, 33 incidenti mortali, 36 vittime e 1.094 feriti, mentre nel 2021 erano stati registrati 1.128 incidenti, 28 sinistri mortali, 28 decessi e 1.018 feriti.
Particolarmente significativo anche il quadro dei provvedimenti amministrativi adottati dalla Prefettura. Al 10 luglio 2026 sono già state disposte 950 sospensioni di patente. Le violazioni più frequenti riguardano l’utilizzo del cellulare alla guida, che ha già determinato 346 sospensioni, seguito dalla guida in stato di ebbrezza con 231 casi e dai sorpassi irregolari con 105 provvedimenti. Seguono 37 sospensioni per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, 20 per mancato utilizzo delle cinture di sicurezza in caso di recidiva, 15 per omissione di soccorso e fuga, altrettante per irregolarità del cronotachigrafo, 10 per gare non autorizzate, 9 per il passaggio con il semaforo rosso in recidiva, 8 per eccesso di velocità e 2 per trasporto eccezionale non autorizzato. A queste si aggiungono 70 provvedimenti riconducibili ad altre violazioni e 7 direttamente collegati a incidenti stradali.
Il confronto con gli anni precedenti evidenzia come il numero complessivo delle sospensioni fosse stato di 1.616 nel 2025 e di 1.062 nel 2024. Nel 2025 spiccavano soprattutto le 572 sospensioni per uso del cellulare, le 469 per guida in stato di ebbrezza e le 174 per sorpassi irregolari, mentre nel 2024 erano state 448 quelle per guida in stato di ebbrezza e 147 per sorpassi vietati.
Durante la riunione è stata ribadita la necessità di continuare a investire nella manutenzione del manto stradale, della segnaletica e dell’illuminazione, affiancando gli interventi infrastrutturali a una costante attività di controllo e sensibilizzazione. Particolare attenzione sarà dedicata ai comportamenti più pericolosi, come l’abuso di alcol e droghe, l’eccesso di velocità e l’uso dello smartphone durante la guida. Parallelamente proseguiranno i progetti di educazione stradale nelle scuole e il lavoro di aggiornamento del decreto prefettizio che individua le strade sulle quali potranno essere installati gli autovelox fissi, nel rispetto della normativa nazionale più recente.
A chiudere l’incontro è stato il prefetto Francesca De Carlini, che ha sottolineato come la prevenzione dell’incidentalità richieda «un’azione unitaria su più fronti» e una responsabilità condivisa tra istituzioni, enti proprietari delle strade, forze di polizia e cittadini. L’analisi dei dati, è stato evidenziato, rappresenta il punto di partenza per definire le priorità operative e rafforzare il coordinamento nella tutela della sicurezza stradale.