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GARLASCO – I prezzi di riso e latte in caduta libera, e allerta massima sui progetti agrivoltaici. Ieri l’assemblea annuale di Confagricoltura Pavia, svoltasi alle Rotonde di Garlasco, ha affrontato temi di stretta attualità seguendo il titolo «Pac e imprese, tra territorio ed Europa». 
La presidente Marta Sempio ha parlato di fronte a una platea di imprenditori agricoli provenienti da Lomellina, Pavese e Oltrepo. In apertura di relazione i dati: Confagricoltura Pavia rappresenta il 40% della superficie agricola provinciale, con 73.194 ettari, e nel 2025 ha visto crescere di 1.700 ettari la superficie condotta dalle aziende associate. 
“La situazione dell’agricoltura provinciale è difficile – ha spiegato Marta Sempio – Abbiamo imprese strutturate, filiere di eccellenza e un territorio che continua a esprimere qualità, ma oggi servono scelte politiche nette. La Pac deve restare una politica economica per gli agricoltori e sostenere le imprese professionali e orientate al mercato. Servono reciprocità delle regole, strumenti veri per difendere le colture, tutela del reddito e attenzione concreta al suolo agricolo, che non può essere considerato uno spazio vuoto da occupare”. Per il riso, in particolare, Sempio ha richiamato il crollo dei prezzi e gli squilibri generati dalle dinamiche internazionali, tra la ripresa dell’export indiano e l’ingresso di prodotto da Cambogia e Birmania. “Assistiamo a un crollo dei prezzi di vendita, spesso insufficienti a coprire i costi di produzione – ha proseguito – La situazione del mercato deriva da dinamiche commerciali internazionali e, in primo luogo, dall’ingresso di riso senza dazio da Paesi come Cambogia e Birmania, e dal movimento delle scorte indiane. Le prospettive, se non si corre ai ripari a livello europeo, sono quelle di una crisi strutturale. Senza dimenticare l’aumento più che significativo dei prezzi di gasolio e, soprattutto, dei fertilizzanti. A ciò si aggiungono difficoltà interne tecniche e commerciali: il proliferare di varietà spesso non stabili in campo, che creano complicazioni nella vendita e nella lavorazione. Voglio anche ricordare che, negli ultimi due decenni, la ricerca genetica in Italia ha seguìto una strada assai singolare, contraria a quella precedente: creando solo varietà differenti e non vere e proprie varietà di riso”. 
Ieri non è mancato un passaggio sui comparti lattiero-caseario e suinicolo. 
“Il latte attraversa una fase di grave crisi – ha detto Sempio – Molti contratti sono stati disdetti e numerose aziende, soprattutto in Lombardia, sono costrette a vendere il latte sotto costo. La priorità è garantire una remunerazione equa e la continuità delle imprese evitando disdette speculative e tutelando i contratti in essere. E per i suini si devono individuare le risorse necessarie per ristorare i danni indiretti verificatisi dopo il 1° novembre 2024”. 
Infine, l’agrivoltaico. 
“Dobbiamo vigilare – ha concluso – perché la Lomellina, con la scarsa densità di popolazione e di insediamenti produttivi, non diventi un polo per questi impianti a discapito della specificità e straordinarietà del paesaggio agricolo, risicolo e naturale”.