Borgolavezzaro: «Un canto di Natale», ghost story per adulti e bambini
Nel periodo natalizio, la biblioteca di Borgolavezzaro prende l’occasione di ricordare un classico della letteratura mondiale che ha come tema quello del Santo Natale: «A Christmas Carol», per l’appunto, Canto di Natale. Il racconto venne scritto nel 1843 da Charles Dickens in quel contesto letterario che porterà da una parte all’affermazione di un nuovo modo di intendere il gotico, il misterioso e il terrificante e dall’altra parte a quello che nel contesto della rivoluzione industriale è il Realismo, destinato a diventare Naturalismo (nella versione parigina di Zola e Flaubert, Verismo (nell’Italia agricola del Meridione) e a ispirare i primissimi romanzi di Dostoevskij. La trama e l’intreccio, in realtà, sono molto semplici: Ebenezer Scrooge è un banchiere molto ricco, avaro e avido che, oltre a maltrattare in tutti i modi possibili i suoi sottoposti, odia dichiaratamente il Natale, vedendo in esso un giorno dove il lavoro, il commercio e il guadagno sono sospesi.
È la sera della Vigilia di Natale. Tornato a casa dal suo ufficio, dopo avere espresso tutto il suo disprezzo per la festa e per l’Altro in generale, inizia ad avere prima di tutto un insieme di innocue allucinazioni; poi, andatosi a coricare, diventa oggetto di apparizioni terrificanti. Gli appaiono così, di seguito, lo Spirito del Natale Passato che gli mostra scene dell’infanzia e della gioventù, quando Scrooge era più povero, ma anche circondato da affetti sentiti e ricambiati; lo Spirito del Natale Presente che gli fa vedere come le sue azioni da avaro siano dannose e fatali per alcuni dei suoi sottoposti e per le loro famiglie; infine, lo Spirito del Natale Futuro che lo ammonisce mostrandogli la fine che farà in caso di mancato ravvedimento.
A questo punto, Scrooge inizia a pentirsi, si propone di cambiare Vita e, dal mattino seguente, da avido misantropo qual era, diventa un uomo assolutamente buono, gentile e generoso. Ma, al di là delle apparenze, il testo di Dickens è tutt’altro che un racconto innocuo di fantasmi o una fiaba semplicemente per bambini. Prima di tutto, perché il racconto è molto simbolico con allusioni a rappresentazioni della fanciullezza, dell’innocenza, del Natale stesso e della Morte, laddove, tra le altre cose, lo Spirito del Natale Presente, più che essere simile a una versione primitiva di Babbo Natale, è nell’idea di Dickens un rimando a Cristo stesso e al suo messaggio di conversione.
Poi, perché dietro alla narrazione sta una realtà storica - solo in parte, o forse, solo apparentemente superata - che è quella del lavoro dopo le due principali rivoluzioni industriali, la stessa che Dickens vuole combattere con la Bellezza e gli spunti educativi della Letteratura (comunque in pieno accordo con i princìpi e i valori della Borghesia) e Karl Marx vuole debellare con il Socialismo (anche contro il ceto borghese stesso). Infine, perché rapportato a oggi, cioè attualizzato, il racconto è semplicemente devastante, capace a distanza di quasi due secoli di fare riflettere su alcune vie, scelte e visioni del mondo intraprese dalla nostra Società e, in generale, da noi stessi.
Un po’ tutti noi, infatti, o perché vissuti o perché li abbiamo sentiti narrare, siamo nostalgici di fronte ai Natali Passati.. Natali più poveri, più scarni ma con tanti affetti indimenticabili che più tardi sono stati messi da parte, per fare spazio ad altre cose più egoistiche come il consumismo, l’avidità e un senso di solitudine e di abbandono. Un po’ tutti siamo diventati Ebenezer Scrooge laddove molte cose devono essere sottoposte all’ottica del guadagno o anche solamente quando per vari motivi pensiamo che non ci sia più niente da festeggiare.
Anche noi, come il povero protagonista, sappiamo bene dove stiamo andando seguendo questa strada, ovvero, conosciamo bene che la meta si trova in quella che se non è davvero una Morte fisica resta in ogni caso una Morte simbolica e spirituale. Alla fine, in qualunque modo si voglia declinare il concetto, abbiamo tutti bisogno di Dio!
Massimiliano Zaino